«I treni non esplodono» su 404.

29 giugno 2016

 

Sipress.

«I fatti: mancano quindici minuti alla mezzanotte e la stazione ferroviaria di Viareggio è quasi deserta. Ventinove giugno duemilanove, cade oggi il settimo anniversario e c’è un treno che sferraglia e barcolla, producendo al suo passare una scia di scintille. Lieve brezza dal mare con poca gente in giro. Si tratta del merci 50325 Trecate-Gricignano, quattordici vagoni cisterna riempiti di GPL il quale, a seguito del deragliamento, fuoriesce passando dallo stato liquido al gassoso; funziona così.» Il resto sta qui.


Torna «Torino Una Sega»: il trionfo.

23 maggio 2016

TUS.

Più, precedentemente, ne avevo parlato a Novaradio: qui.


Torna «Torino Una Sega»: la rassegna stampa.

19 maggio 2016

TusX.

Per adesso, Repubblica sta qui.
Per adesso, 404: File Not Found sta qui.
Per adesso, Riot Van sta qui.
Si parte domani.


Torna «Torino Una Sega»: e quattro.

6 maggio 2016

TUS.

«Torna a più di due anni di distanza dall’ultimo appuntamento Torino Una Sega, vero e proprio rave letterario che ha portato a Firenze, nei tre precedenti appuntamenti, alcuni dei più importanti autori della scena letteratura nazionale.» Ne scrive su Intoscana il buon Di Vita. Ovviamente ci torneremo.

Off topic: gli Angeli del Bellow mancanti stanno qui, nella paginetta apposita, sempre su Riot Van.


«Gli Angeli del Bellow»: quattro.

15 marzo 2016

Rohmer.
«La mia informatrice, L.C., ha settantanove anni e si presenta al luogo dell’appuntamento con un largo vestito floreale che la rende simile al divano d’una qualsiasi sala d’attesa odontoiatrica; calza scarpe in feltro capaci d’ispirare un avvolgente senso di comodità e sui capelli tiene legata una pezzuola umidiccia per la pioggia. Devo a lei l’onore di essere qui stasera per assistere alla speciale assemblea di quartiere nella quale saranno discussi i principali temi inerenti il degrado, la movida e la costante operazione di affondamento che le istituzioni esercitano sulla popolazione terrorizzata così, consapevole dello status di novizio che grava sulla mia zucca, entro da secondo nell’imponente palazzo che ospita il concistoro.» Continua su Riot Van.


«Gli Angeli del Bellow»: tre.

26 febbraio 2016

Sipress.
«La mia informatrice, L.C., ha settantanove anni e cammina aggrappata al carrellino per la spesa. Ci diamo appuntamento davanti un bar poco conosciuto del centro storico cittadino. Sarebbe carino se avessimo stabilito reciprocamente una parola d’ordine prima di iniziare la chiacchierata, qualcosa tipo schiamazzo o cori da stadio. Però niente da fare e L.C. scalda all’istante i motori.» Continua su Riot Van.


«Gli Angeli del Bellow»: due.

19 febbraio 2016

Movida.
«Nel giro di chi presta servizio presso qualsiasi pronto soccorso circolano migliaia di aneddoti riguardo casi più o meno singolari avvenuti nottetempo; l’autore di queste righe una volta, presentatosi alle tre del mattino all’urgenza di un grande policlinico locale (l’idiota si era affettato il pollice sostituendo la ruota posteriore destra dell’automobile sulla quale viaggiava) ebbe a vedere con i propri occhi una graziosa studentessa statunitense intenta a sfogliare una rivista di moda nell’attesa d’essere visitata dal medico di turno: aveva la schiena puntellata da schegge di vetro grandi come fette di torta e nell’insieme ricordava uno stegosauro miscelato all’ultimo superstite d’un episodio di Non aprite quella porta. Ci sorridemmo lungamente.» Continua su Riot Van.


«Gli Angeli del Bellow»: uno.

12 febbraio 2016

Movida molesta.
Inizia oggi, con cadenza fissa, Gli Angeli del Bellow: rubrica su Riot Van riguardo fenomeni quali malamovida, movida selvaggia, degrado selvaggio, foto choc selvagge. Prima puntata, qui.


Sogni, Válečky e Selezione Naturale.

9 dicembre 2015

Todo Modo.Domani, giovedì 10 dicembre, alla libreria Todo Modo di Firenze parlo di sogni nei libri e -en passant- pure del Válečky e Selezione Naturale. Dalle 18.30 in via dei Fossi 15r.


Le Micronazioni su 404: file not found.

10 novembre 2015

Isola delle Rose.

«Inutile negarlo. C’è una forma di automatica simpatia per qualsiasi presentazione in cui venga introdotto un testo che non sia narrativa e dove non figuri un tizio in vena di lodi perché a discapito del plot in queste righe la forza è lo stile.™ Oltretutto, se il volume del quale si discute trova difficoltà d’inserimento negli scaffali (sociologia? Geografia? Antropologia?) e prendendo posto davanti all’autore non puoi non pensare a un libraio seccato che si massaggia le tempie, la fascinazione è inevitabile.» Il resti sta qui.


Per intervista: «Muro Una Sega.»

3 novembre 2015

Muro di Casse.
«L’incontro di mercoledì riprende sia nel titolo che nella struttura lo spirito di TUS, sebbene le faccende siano separate e non parliamo d’un TUS4, al momento non in programma. Certamente ci sembra un modo per continuare il dialogo con chi in città ama la letteratura, e sono parecchi visto anche il successo del recente festival delle riviste fiorentine.»
Il buon Di Vita mi intervista per Intoscana sul reading di domani.


Per dire: «Muro Una Sega.»

29 ottobre 2015

Citè.
Il comunicato.

MURO UNA SEGA. READING A MICROFONO APERTO.
Presso La Cité in Firenze, Borgo San Frediano 20.
Quattro novembre duemilaquindici. Dalle 21.30 circa.

Letture a piacere su temi affini: viaggio, ballo, tecnologia, baccanali, controculture e subculture, musica elettronica e non, psichedelia, sincretismo, neo spiritualismo, post punk, degrado e decoro, confine e frontiera, società postindustriale, loisir, crisi, postmodernismo, scarpe a panettone, risemantizzazione e tutto quel che vi va.

CON: la cosiddetta scena letteraria fiorentina. Ma: chiunque può partecipare – letture di testi propri e/o altrui – dieci minuti a testa.
Al solito si raccomanda: testi che facciano accapponare la pelle.


Firenze RiVista: nostra storia patria.

11 settembre 2015

Firenze RiVista.

«[La rivista] Mostro poi seguita da un’altra importante esperienza nata nei sottosuoli accademici, Collettivomensa. Due pubblicazioni che hanno fatto da incubatrici a tutta la covata dei nuovi scrittori fiorentini, quelli che s’incontravano al Caffè Notte, quelli del festival superindipenente Torino una sega: da Vanni Santoni a Gabriele Merlini a Gregorio Magini.» Su Repubblica. Qui. Sito del festival. Qui.


Firenze RiVista su Repubblica.

9 settembre 2015

FirenzeRiVista.

«Undici magazine indipendenti si coordinano per una serie di incontri e conferenze da venerdì 11 settembre in avanti.» Ok. Su Repubblica Firenze di oggi. Sito e programma qui.


C’è Firenze RiVista. A Firenze.

2 settembre 2015

Logo Firenze Rivista.Ok. Tra poco inizierà Firenze Rivista e sarà una faccenda molto bella per vari motivi. Uno: trattasi di festival sulle riviste cittadine* e viviamo un momento assai dinamico, qui. Due: viene sfatato il mito che assieme niente viene organizzato a modino. Tre: oltre ai dibattiti si berrà parecchio. C’è pure il sito con le info. Per il momento grandissime lodi ai giuovani che hanno tirato su la baracca, hanno avuto il buoncuore di coinvolgere i rincoglioniti vecchietti locali -uno sta scrivendo queste righe adesso, copiando il post Facebook- e hanno dimostrato uno slancio benaugurante. Ci torneremo.

*Tra le tante Riot Van, 404, Lungarno, The Florentine, Contempo…

Il paese dei coppoloni su 404: file not found.

26 giugno 2015

Capossela.

«Chiedo scusa per la [forse] eccessiva lunghezza ma il tenente Dum non portava divisa. Camminava sulla terra in armonia con l’arcaico. Parlava alla luna. Sapeva sgozzare i galli, leggere le interiora e le zampe. Ammaestrava le serpi. Non portava lacci alle scarpe per liberarsene prima. Per auscultare il dorso della terra sotto le piante dei piedi, sotto il passo lunare. Il volto l’aveva inciso nella creta, arcaico come l’anima sua che scavalcava lavatrici e ferri da stiro. […] Era aborigeno. Ab origine, ma anche aberrigenes, girovago, viaggiatore.» Continua qui.


Il muro di casse su 404: file not found.

30 maggio 2015

Muro di casse.
La recensione sul Muro di Casse di Vanni Santoni [Laterza Solaris 2015] sta qui.


What’s the story.

29 maggio 2015

Strade.Brevi aggiornamenti su prossimi movimenti. Tipo domani su 404: File Not Found mio articolino sul Muro di Casse di santoniana memoria per Laterza Solaris [ci torneremo con link] cui segue il quattro giugno alla Citè la presentazione del volume Riot Van sui corsi Writers Van [questi] tenuti in marzo agli studenti UniFi su editoria e scrittura, quindi c/o IBS di Firenze l’undici giugno presentazione dei Giorni della Nepente, ultima uscita Effequ di Matteo Pascoletti nella collana dodicidiciannove, quella di Válečky e Selezione Naturale. Ottime compagnie.


«Gorgoglio e precipizio» e Writer Van.

11 marzo 2015

Riot Van.

Uscito dunque il nuovo Riot Van, «Gorgoglio e precipizio» a tema psicosi, grullaia e simili. All’interno il mio «Genesi del disturbo psicotico e Lucrezia. Introduzione.» Con Lattanzi, Magini, Santoni, Lisi, Zarzi, Chierici e altri. In vista presentazione: ci torneremo.

P.s. In pieno svoglimento Writer Van, grazie sempre a Riot Van e DSU. Per il sottoscritto esperienza ottima, tantissime parole, schemi, azzardi e due birre.


Raccontare la città alle Oblate.

10 febbraio 2015

Boboli.

Giovedì diciannove febbraio alle Oblate in Firenze [ore 17.30] c’è Raccontare la città.
Le specifiche.
«Dal romanzo Laterza Se fossi fuoco arderei Firenze alla rubrica Sulla strada del Corriere Fiorentino. Piccolo seminario sulla narrazione applicata ai luoghi e agli spazi urbani. Di Vanni Santoni.
Ospite: Gabriele Merlini, autore di Válečky o guida sentimentale alla Mitteleuropa
Accorrere.


Writer Van su Intoscana.

29 gennaio 2015

Berlino.

«Per tutti gli studenti aspiranti scrittori o editori, iscritti all’Università di Firenze, arrivano nuovi corsi gratuiti, organizzati dall’associazione Riot Van e Firenze delle Letterature in collaborazione con il Diritto allo Studio Universitario della Toscana.» L’articolo intero sta qui.


Arriva Writer Van: buon segno.

27 gennaio 2015

Riot Van.

Insieme a Riot Van, Vanni Santoni, eFFe e Federico Di Vita, un mese [marzo] di workshop e incontri su scrittura ed editoria.
La faccenda nei dettagli sta qui. Piccola anteprima:

Editoria Classica a cura di Federico DiVita:
I mestieri legati alla produzione libraria: Scrittore; Editore; Tipografo.
La filiera distributiva: Promozione; Distribuzione; Libreria.

Editoria Digitale a cura di eFFe:
Le premesse del digitale: come cambia la produzione e la distribuzione dei beni culturali.
L’editoria digitale italiana: cos’è, cosa potrebbe essere, come dovrebbe essere. Buone pratiche e casi studio.
Le possibilità del digitale: dal self-publishing alle book-app, esempi da un futuro non troppo lontano.

Laboratorio di scrittura a cura di Vanni Santoni e Gabriele Merlini:

Perché scrivere, come scrivere, come scrivere seriamente, come approcciarsi a un testo ottenendo risultati.
Cosa leggere e come leggere quando si scrive.
Come si imposta, sviluppa e porta a conclusione un romanzo, a partire dalla struttura.
Differenti modi di approccio per generi diversi di narrativa.
Cooperazione con i ragazzi nell’elaborazione di un racconto con rilettura e analisi delle bozze.

Ci torneremo.


Seguire spostamenti.

20 dicembre 2014

Corriere.

E’ bellissimo finire sul giornale con l’espressione dell’alcolista.


Requiem.

3 dicembre 2014

Articolone.

Oggi sul Corriere Fiorentino Vanni Santoni celebra il Caffè Notte nel giorno della chiusura [o cambio gestoniale. Sia mai le cose coincidano. Boh.] Patria dei TUS e teatro di mille robine ganze, manca già. Stasera cerimonia strappalacrime dalle ventuno.


Filologicamente corretto: due tascabili.

9 novembre 2014

Válečky e Anna.

Il Válečky o guida sentimentale alla Mitteleuropa e Anna. Storia di un palindromo. Editi da Effequ, nella mia tasca.


«Selezione Naturale» in ebook.

23 ottobre 2014

Selezione Naturale: cover.
Sul sito Effequ -ossia qui– la pagina di Selezione Naturale. Storie di premi letterari con possibilità di download gratuito per un pochino. Sugli sviluppi futuri ovvio ci torniamo.


Spifferi dalla lavorazione.

26 settembre 2014
Twins.
Nomi omessi per indecisioni che si protrarranno
fino all’ultimo. 
D’altronde, come sostiene Binet,
dare nomi veri a gente finta 
è un’idiozia. 

1.1. «Ora stammi bene a sentire, genio della lampada» disse il ragazzo dogmatico. «Se accompagni qualcuno sulle colline per comprare due bottiglie di olio e l’acquirente si infila in macchina convinto di avere acquisito l’intero terreno – casolare del trecento e frantoio annesso – per un ottimo prezzo, sei obbligato a riflettere sul concetto di capolinea. O sbaglio?»
N. D’A. aveva sedici anni e stava facendo alcuni passi indietro nella navata centrale della basilica della S. A. in Firenze, posizionandosi sotto un raggio solare giallastro. Avesse iniziato a fluttuare attorno al crocifisso, nessuno se ne sarebbe accorto.
«A chi ti riferisci?»
Sua sorella L. teneva gli occhi socchiusi per nascondere l’arrossamento da fumo e vento. Le iridi erano d’un blu accesso e sapevano sposarsi in modo splendido con gli anfibi cobalto acquistati per l’occasione nel negozio preferito in San Lorenzo [lunga fila di t-shirt degli Slayer e toppe Iron Maiden dalle quali si intuiva una certa predilezione dell’espositore per l’album Seventh Son of a Seventh Son].
«Quello – sibilò N. indicando un tizio basculante nei pressi dell’acquasantiera – è Mario. Biscugino del nonno o qualcosa di simile. L’ultimo in ordine cronologico ad avere intrapreso la gloriosa strada del rincoglionimento. Beato lui.»
Il lontano parente Mario D’A. aveva una faccia rugosa, capelli pesantemente ingellati e stava facendosi sempre più vicino alla bara di nonno. Procedeva sulle punte dei piedi come certi uccelli acquatici ed era ovvio quanto avrebbe urtato il catafalco nel giro di un secondo, abbandonandosi al livello di stupore di colui che intraveda l’auto in garage schiacciata sotto il peso d’un pianoforte a coda.
«Nonna ha detto che è stato insolito scoprirlo la scorsa settimana a cacare nel bidet.»
«Ah.»
«Ha detto proprio: insolito. Ce lo vedo appollaiato che spinge sui bordi della tazza.»
«Beh. Lo fanno in tanti» notò L., togliendo qualche grammo di valore all’azione di Mario. Stroncare costrutti altrui era d’altronde uno sport capace di concedere decise impennate di umore alla ragazza, e se poteva lo praticava con slancio. «Confondersi è un attimo» terminò l’analisi osservandosi le unghie.


Studi: reprise. Settembre 2012 – settembre 2013.

8 settembre 2014
Maria.
«Selbstbewusstsein o concezione
del sé in Maria Sharapova.»

Prova di parte prima.

Capita quotidianamente che incroci il suo sguardo felice. Una felicità fanciullesca ma consapevole. Detonante ma composta. Senza dubbio meriti del 2.0 e del social network. Tuttavia non bisogna sottovalutare la costanza che dimostro e una ferrea disciplina mentre Maria Sharapova sta lì. Tutti i giorni. In foto che ride. In foto che mostra oggetti. In foto che corre sopra una dona. Su Facebook inevitabilmente «mi piace» la pagina a lei dedicata così come quella dedicata a Mark Twain e Saul Bellow e J.D. Salinger. Gente con una tendenza al riso meno invasiva e soprattutto non intestatari di una marca di caramelle denominata utilizzando la storpiatura del proprio cognome [Sugarpova™]. Immagini di Maria in spiaggia, in aereo o sul campo di allenamento. In qualche boutique o al fianco di primi ministri del sud-est asiatico estremamente soddisfatti del rovescio. Sempre che ride e settantamila like a corollario. Ovvio non sia invidia quella che anima il semplice sistema di emozioni datomi in dotazione da una natura beffarda e ingenerosa: al contrario è pura ammirazione di bambino. Stupore. Maria a ridere e restituire la suggestione che non vi sia alcuna scollatura tra l’imposizione mediatica cui è sottoposta [«prendi in mano questo oggetto poi ridi in direzione della camera. Dopodiché quel sacco di denaro sarà tuo»] e la risata che esplode sul suo bellissimo volto siberiano. Un prodotto genuino. Una tela autentica. Uno specchio che migliora. Al netto delle malignità: una tizia non contraffatta. Poiché Maria ride convinta del fatto sia fonte di giustificabile gioia la caramella Sugarpova™, una racchetta da venticinquemila dollari, un modello di Porshe chiamato Maria o scarpe plasmate sulla forma perfetta del suo piede. E in qualche modo è consolatorio perché si ha sempre il sospetto ci siano forzature e recite nel 2.0 capaci di mascherare e celare il reale. Ingannare e storpiare. Viceversa Maria che ride fa capire quanto possa essere un piano unico l’indole più personale di un essere umano e la faccia pubblica della medaglia. Maria adora sul serio la Porsche di cui è testimonial e reputo sensato pronosticare che ci rimarrebbe male se un giorno a Stoccarda cambiassero strategia di marketing preferendole [esempio] la Venus Williams o Federer. Sebbene la lezione che arriva dalla pagina Facebook di Maria sia un’altra ovvero non c’è niente di osceno nell’essere come Maria e sbagliato sarebbe appiccicarle un giudizio di merito [altro esempio: una che ride di gioia al centro di un gazebo mostrando la caramella Sugarpova™ è forzatamente un individuo superficiale e piatto. Per dio: no. Errore.] Poiché è doveroso pensare a un mondo maturo abbastanza per identificare l’ottusa semplificazione e svicolarne. Dato che qualcosa in Maria indica capacità di analisi e introspezione. Serietà e senso del reale. Forse le unghie delle mani con segni evidenti di masticazione o forse il compulsivo giocare con i capelli durante talune occasioni pubbliche. Il tenero imbarazzo quando è costretta a stare al gioco delle imitazioni dell’istrionico collega Đoković, oppure è solo una mia idea dettata dalla ammirazione. La sensazione di un credente. Ma resta il dato ineluttabile: Maria che ride ha occhi luminosi e acuti. Entusiasti e al tempo stesso nervosi per la situazione delicata che l’intero sistema-pianeta sta vivendo, e da qui le fotografie di lei che ride mentre tiene in braccio un cucciolo di panda gigante [Ailuropoda melanoleuca. Animale non propenso alla riproduzione dunque in pericolo di estinzione] o un koala spelacchiato al limitare del deserto australiano.

Koala.

Maria che ride mentre strofina il naso di un delfino a bordo di una piscina di Miami o indica sulla mappa dell’Amazzonia le aree con maggiore rischio di disboscamento e consequenziale pericolo per le tribù indigene verso le quali nutre un profondo senso di simpatia. Sempre ridendo e stimolando. Alleggerendoci e spronandoci. Constatato quanto sia Maria una figura dicotomica. Ci può infatti apparire imbambolata vittima di commerci screditanti nell’atto di sgranare la caramella Sugarpova™ ma in realtà sta vivendo la faccenda cui è impelagata [il set alle Barbados o il bikini fluorescente che la fascia] come un profondo atto di fede cui sacrificarsi. C’è una causa superiore. Sembra dolce e premurosa Maria nei bianco-e-nero della pagina Facebook eppure traspare da minuscoli particolari il rigore di una sana educazione post-sovietica nella metà degli anni novanta, e poco importa se già stava negli USA. Gli anni delle privatizzazioni selvagge e del caos politico. Di Eltsin e dei nascenti oligarchi [vedi: La nuova Guerra Fredda di Lucas.] In Maria ciò che ha le vesti di una carezza può rivelarsi un ceffone sebbene sia un tramite per farti crescere. Maturare. Battere a rete. C’è qualcosa di profondamente cristiano in Maria che ride al volante della Porsche parcheggiata tra le dune dell’Arabia Saudita perché nel suo voltarsi verso il fotografo è evidente la volontà di condividere e fare comunione. Invitarti nell’abitacolo e sgommare assieme a lei verso un futuro di tolleranza. Maria che ride sulla Porsche in Arabia non ride di te che non stai sulla Porsche in Arabia ma ride con te che un giorno avrai la Porsche grazie a lei. Ride per svelarti la felicità e l’appagamento cui potresti giungere se -come Maria- metti impegno nelle tue passioni e spirito di sacrificio. L’ostia con il corpo di Maria è una caramella chiamata Sugarpova™ e la cattedrale in cui officiare la cerimonia un campo in terra rossa.

Porsche.

L’iconografia standard delle immagini nelle quali Maria viene ritratta che ride si basa principalmente su tre ambientazioni a presentarsi cicliche nelle riproduzioni.
a. Il momento defaticante a seguito dell’allenamento mattutino di Maria [spesso sul bagnasciuga. Lungo una stradina di montagna o dentro una palestra asettica simile al laboratorio di Balle Spaziali dove Mel Brooks è ricomposto con il culo davanti.]
b. Il momento della vittoria al termine di una stremante partita nella quale Maria non è riuscita a imporre alla avversaria il pronosticato sei-a-zero-sei-a-zero-sei-a-zero e alza le braccia al cielo prima di scolarsi una bibita della quale è testimonial.
c. Sopra o davanti qualcosa di cui Maria è testimonial. Stando ai dati recenti: una marca di orologi. Una marca di scarpe. Una marca di automobili. Una marca di braccialetti. Una marca di acqua minerale. Le caramelle Sugarpova™.

Continua.

Copertine: riassunto estivo a beneficio di.

20 agosto 2014

re

Re: viste sulla letteratura e le arti [Editrice Zona 2007]. Oceanchild and Morning Moon. Pagina 93.

riot-van

Riot Van, speciale Torino una Sega Tre [Riot Van 2013]. Il blasone immacolato del perpetuo arrossamento. Pagina 18.

Bibliotici.

Bibliotici. Storie di libri e deviazioni [ebook a cura di eFFe 2013]. Tutela e valutazione delle biblioteche universitarie. Una storia di zombie. Pagina 31.

Sul Corriere.

3 agosto 2014

Maiali.

Oggi sul Corriere Fiorentino un mio raccontino. «Favorire una maggiore conoscenza dell’argomento tra coloro che giungono in città cercando altro è priorità per l’amministrazione, così mi ritrovo a girovagare in mezzo a turisti e specialisti del settore munito di badge identificativo penzolante dal collo.» Cuore della faccenda il rosa ovvero: dettagliato reportage sulla prima Esposizione Nazionale Suini ENS14 nel piazzale degli Uffizi. Un brano analizzato con amorevole dedizione dal mio dietologo V.S. ed elegantemente illustrato.

Molto bene.


Con le pinne, il fucile e la Trabant.

23 luglio 2014

Reporter.

Il Válečky sotto l’ombrellone: la porzione di costa più pallosa. Consigliato da Il Reporter di luglio. Qui si legge meglio.


Breaking news e video caruccio.

15 luglio 2014

Caffè Notte.

«La voce di una chiusura del noto locale di Santo Spirito girava ormai da qualche tempo e lo stesso titolare Danilo Venturi non ne fa mistero.» Che poi è stata la location dei TUS. Articolo e filmato qui.


«Di tutti i pessimi esempi.»

4 luglio 2014

Divanato.

Fortunatamente non leggibile schema con genealogia: 1878-2014. Ci torneremo.


Oldies but goodies: bibliotici reloaded.

1 luglio 2014
Zombies.
A distanza di quasi un anno, incipit del raccontino
«Tutela e valutazione delle biblioteche
universitarie: una storia di zombie» che sta qui.

1. Ouverture.

Di fatto suona prevedibile e per alcuni aspetti giustificabile: la totale, costante nonché [sembrerebbe] divertita trasfigurazione del reale in qualcosa di simile al circo operata dall’ateneo cittadino, che origina nei cervelli dei vertici giungendo diretta alle pance degli studenti. Lamentarsi ricorda la presa di posizione moralista di un padre ubriacone verso il figlio fanatico dell’aranciata. Ma è stato ugualmente gustoso esporre in rettorato, alla sede del dipartimento e dentro la facoltà, la nostra versione dell’accaduto. Sessantenni abituati a decadi di forzature affascinati da noi immobili davanti allo scranno. Al netto delle evidenze qualcuno ha pure azzardato approfondimenti di dettagli succosi, come potesse accettare la spallata definitiva quel sistema di pensiero che li ha resi benestanti e tronfi. Non siamo lontani dallo sfiorarsi dietro una porta socchiusa intravedendo la zia nuda, pensai. Però questo è senza dubbio un altro discorso.

2. Gli eventi.

Sul serio siamo una tribù composta da tizi con luminose educazioni alle spalle e, appuntate sui petti, medaglie di frequentazioni ricercate. Viaggi funzionali all’accrescimento delle turbolente sensibilità dateci in dotazione da una natura beffarda e generosa [«con la stasi non si è che pezzetti di verdura muffita»] uniti a pantaloni a sigaretta di svariate tonalità di grigio. Eppure pensare a noi come un gruppetto omogeneo e indistinguibile dall’interno sarebbe un errore e nessuno esiterebbe un istante a ribaltare il banco, sentendo queste parole. «Ciò che vi distruggerà sarà un’assemblea davanti alla stanza in comune con altri quindici ex studenti di lettere. Tutti fan dei Pixies.» Voi sprovveduti precari della cultura buoni soltanto a sparacchiare sentenze. Noi che ci conoscemmo, sostenemmo, consolammo, stimolammo, aiutammo, proteggemmo e [in alcuni casi] riproducemmo dentro la biblioteca del dipartimento di paletnologia dell’università di Firenze. Un luogo buio e minuscolo reso sontuoso dall’ardire negli anni in cui trovammo il cuore di sostituire la certezza di un futuro lavorativo barcollante con il sogno di scovare prima o poi il personale mammut ricoperto di paillettes in stile Lady Gaga. Prima della sera fatale in cui tutto prese fuoco con noi dentro. A seguire la cronaca di quelle ore unita all’inevitabile epilogo.

Bibliotici.

Oggi…

26 giugno 2014

Cover.

…la nuova collana di narrativa Tunuè diretta da Vanni Santoni: reading a porte aperte con gli autori Tunuè e Fi-Let. Letture di Iacopo Barison, Sergio Peter, Vanni Santoni, me, Gregorio Magini, Francesco D’ Isa, Riot Van, Collettivomensa e altri. Alla Ibs alle 18.00 poi dalle 22.00 alla Citè.


Premio Vallombrosa: due.

16 giugno 2014
Vallombrosa.

Via «Válečky o educazione sentimentale alla Mitteleuropa» becco la menzione Scrittore Fiorentino Emergente al Premio Vallombrosa. Targhetta e pergamena dimostrano quanto il titolo con «guida sentimentale» fosse un fake. Flaubert e spumantini per tutti.

Premio Vallombrosa: uno.

14 giugno 2014

Vallombrosa.

E insomma nulla. Il Válečky è finalista alla «nuova edizione del Premio Vallombrosa, che quest’anno può avvalersi della participazione del Rotary Club Firenze Valdisieve.» Dettagli qui.


La stagione degli scrittori alla NYU: tre.

6 giugno 2014

NYU.
Ieri la prima giornata. Oggi la seconda. Dalle 17.00 con Christian Raimo e Heidi Julavits parliamo di riviste letterarie tra Italia e USA. Qui una mia breve intervista per la biblioteca delle Oblate.


Lunedì nove giugno…

4 giugno 2014

Salinger.

…sarà complessa la faccenda. Ovvero dovrò ciabanare tipo dieci minuti su Salinger al cinema Odeon di Firenze h. 21.00 prima del documentario biografico a lui dedicato. Il che è curioso perché spesso parlo di libri che non ho letto oppure sì ma distrattamente. In questo caso invece c’è del trasporto. Comunque: se venite siate carichi di insegnamenti vēdantiani e ricordate che il tizio dei popcorn è Cristo in persona. Assieme al sottoscritto Gregorio Magini, Ilaria Giannini, Federico di Vita, Alessandro Raveggi e Diego Bertelli. Su Facebook l’evento sta qui.


La stagione degli scrittori alla NYU: due.

30 maggio 2014

NYUEcco qui. Un pochino pendente ma rende l’idea.


La stagione degli scrittori alla NYU: uno.

26 maggio 2014

NYU.
Cito: «[nei giorni cinque e sei giugno] dalle ore 17.00 alle 23.00 in programma dialoghi e letture dal vivo con scrittori italiani e americani. The Writers Season vedrà la partecipazione per quest’anno di Gian Maria Annovi, Diego Bertelli, Elisa Biagini, Raoul Bruni, Francesco D’Isa, Riccardo Donati, Thom Donovan, Heidi Julavits, Chris Kraus, Dorothea Lasky, Vincenzo Latronico, Jonathan Lethem, Eileen Myles, Gabriele Merlini, Valerio Nardoni, Christian Raimo, Vanni Santoni, Giorgio Vasta.» Più Bettibarsantini e Rapsodi.


Su «Riot Van.»

21 maggio 2014
«Una industria per la produzione di racconti
autobiografici:
breve retrospettiva in vista
del 99esimo compleanno di Saul Bellow
Bellow.
1. Per quanto possibile: contestualizza.

«Mica facile. Direi fosse l’ottantanove o qualcosa del genere poiché avrò avuto dieci-undici anni e consequenzialmente l’attenzione virava su argomenti che esulavano dalla produzione letteraria di quell’anziano signore spaparanzato davanti a me. Non sono riuscito a trattenere una singola immagine caratterizzante, così fondo nel cervello l’insieme di foto o filmati analizzati negli scorsi lustri alla ricerca di qualche scintilla. In numerosi scatti ridacchia, restituendo fiero una dentatura precaria incapace tuttavia di nuocere al sorriso. Anzi, quei punticini giallastri sotto le labbra tese sapevano donare al complesso un’innata grazia e ne potevi ricavare la certezza di quanto, casomai qualcuno avesse aggiunto nottetempo a Saul Bellow elementi standard di bellezza [naso puntuto, chioma fluente], l’insieme ci avrebbe perso di brutto. Ovvio io non stessi messo meglio: nei fatti il nostro meeting ebbe luogo durante rispettivi periodi critici.» Continua su Riot Van.



Via Fanpage al SalTo14…

19 maggio 2014

Slovensko.
…un video pieno di concetti e primi piani: qui.


«Selezione Naturale» a SalTo14…

12 maggio 2014

Salone.
…e sul Corriere Fiorentino. «Tra le tante pubblicazioni esposte mi fermo su un libro non proprio nuovissimo ma che al Salone del Libro è un po’ uno schiaffo al mondo editoriale. Selezione Naturale a cura di Gabriele Merlini [Effequ Edizioni] è una curiosa raccolta di racconti di autori toscani, tutti conosciuti al mondo editoriale [Alessandro Raveggi, Valerio Naldoni, Gabriele Merlini, Vanni Santoni, Marco Simonelli, Gregorio Magini, Francesco D’Isa, Collettivomensa], che con sarcasmo e un poco di doverosa disperazione raccontano la realtà dei premi letterari. Noi siamo un popolo di concorrenti [Arbore docet] ed è questo che alcune realtà hanno capito, lasciando che la funzione dei premi diventasse un mondo terribilmente triste. E loro ne parlano, ne fantasticano, ne raccontano. Vedere questo libro qui, nel tempio annuale dell’editoria, è un bel pretesto per riflettere e guardare anche il Salone con occhi diversi, almeno un po’ meno sognanti.» Danke Gabriele Ametrano.


Stasera.

8 maggio 2014

Repubblica Firenze.
Su Repubblica Firenze. Palazzo Strozzi dalle 19.30 alle 22.00 e qualcosa. Tipo.


Prossimi venturi.

6 maggio 2014

Strozzi.
Dunque si diceva. Giovedì otto maggio a Palazzo Strozzi per i Giovedì al quadrato: serata sulla scrittura breve. Epigrammi. Dalle 19.00 a oltranza. Poi da venerdì a domenica al Salone del Libro di Torino c/o Effequ, dove sta pure il Válečky. E zone limitrofe.


Torino una Sega: l’ebook di Riot Van.

2 maggio 2014

Inglesi.
Pezzettino sul Quotidiano Nazionale: qui.


Le biblioteche adottano uno scrittore…

27 aprile 2014

Biblioteche.
…e le Oblate di Firenze hanno preso me [più altri.] A breve il programma. Questo il sito delle biblioteche comunali fiorentine.


Stampa che ricorda: è avvenuto davvero.

14 aprile 2014

Schermata
Perché poi capita che dimentichi. A Perugia si beve il giusto. Qui.


Il Válečky e Selezione Naturale a Perugia.

7 aprile 2014

Perugia.
Venerdì undici aprile c/o libreria Trottamundo [via della Stella tre, Perugia] alle venti. Presenti e attivi Francesco D’Isa, Francesco Quatraro e Gregorio Magini.


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