Posts Tagged ‘Repubblica’

Firenze RiVista: nostra storia patria.

11 settembre 2015

Firenze RiVista.

«[La rivista] Mostro poi seguita da un’altra importante esperienza nata nei sottosuoli accademici, Collettivomensa. Due pubblicazioni che hanno fatto da incubatrici a tutta la covata dei nuovi scrittori fiorentini, quelli che s’incontravano al Caffè Notte, quelli del festival superindipenente Torino una sega: da Vanni Santoni a Gabriele Merlini a Gregorio Magini.» Su Repubblica. Qui. Sito del festival. Qui.

Missing in action.

21 ottobre 2013

Torino una sega.
«A La Citè molti di noi si sono conosciuti, ritrovati, hanno scritto i primi libri.» Dunque reduci e missing in action di Torino una sega per La Cité. Su Repubblica oggi. Trentuno ottobre: letture acefale.

Ancora oggi.

13 ottobre 2013

Givone.
Dettagliatissimo articolo di Gaia Rau su Repubblica Firenze.

Oggi.

11 ottobre 2013

Repubblica Firenze.
Dettagliatissimo articolo di Fulvio Paloscia su Repubblica Firenze.

«Tra i giovani scrittori nel covo del Caffè Notte.»

20 gennaio 2013

Scena.
Di Fulvio Paloscia. Sullo stato [letterario] delle cose in zona e recenti eventi: qui.

«Craxòva? Craxoská? Craxá ulička?»

17 gennaio 2012

Oldies but goldies: uno.

«Il viscerale anticomunismo di Craxi maturò nel ’56 durante un viaggio a Praga. -Lì la cappa si incrina. Eravamo per la libertà dei popoli quindi diventammo anticomunisti.-»
Ecco trovato dove intitolargli una strada.

Nöstalgia [otto.] L’amour fou.

17 luglio 2011

Originale [con titolo
«L’amour fou»]  su Slipperypond.
Era marzo duemiladieci.
Tendenzialmente, l’ultimo
appuntamento della rubrica Nöstalgia.

Non posso considerarmi un grande esperto di Facebook né di ex fidanzati/e: su Facebook ho circa duecentotrenta amici* [pochi rispetto agli standard dei miei colleghi] e posso vantare un numero assai inferiore di ex fidanzate. Tuttavia oggi la mia attenzione è caduta su un articolo di Repubblica -quotidiano che leggo con estrema attenzione visto che in Germania costa due Euro e non viviamo in un clima di scialacquo- riguardante proprio i social network e gli amori passati. Nodo centrale il fatto che gli ex [in questi ultimi anni 2.0] tornerebbero alla carica spessissimo trovandoti in rete, a dispetto di mitologici tempi che furono nei quali le decisioni «erano irrevocabili e i ritorni si contavano sulla punta dlle dita» [cit.] stimati su fonti che tuttavia sfuggono. «Con un colpo di clic i fantasmi riprendono corpo -si scrive. -Mai perdere contatti con il proprio ex. Mai dire addio alla fidanzata di un tempo. È una abitudine sempre più diffusa restare in contatto, anzi rimettersi in contatto con gli amori passati.» Sempre più diffusa? Boh. E se nel ventennio 1950-1970 fu registrato un commovente picco su scala mondiale di riavvicinamenti sentimentali? Come lo si stabilisce? Dannata nascita tardiva del web. Ma non solo. «Quella curiosità un po’ sadica di sapere che fine ha fatto un vecchio amore» sarebbe aumentata per via di Facebook. E penso: ma davvero? O forse è solo più visibile? «Oggi si ricicla tutto, non si butta via niente. Neanche un ex.» Oggi? E prima? Ah, ecco. «Prima si rimaneva insieme tutta la vita e se ci si separava era per sempre.» Tutta la vita e separazioni senza spiragli? Boh, giura? Pare strano ma mi sa che sottovaluto un sacco di cose a livello di Facebook e relazionale.**

* Nell’anno in corso numero sensibilmente cresciuto, ma non è questo il punto.
** L’articolo citato nel testo tuttavia è stato scritto basandosi sul campione francese, i quali sappiamo -oltre ad essere inguaribili socialisti- sono pure tizi  sensibili e capaci di strabilianti rentrée.

Nel tunnel del divertimento.

8 luglio 2011


Notevoli spunti emergono dalla intervista che B. ha rilasciato a Repubblica oggi [tac] e non ultima l’immagine che segue: «[B.] si infila nell’ascensore che lo porta verso il tunnel segreto [virgolettato]  tra Montecitorio a Palazzo Chigi con in mano il libro di Scilipoti.» Suggestivo. Ad ogni modo ognuno può leggersela e trarne i propri giudizi, sottolineando i passaggi ritenuti maggiormente illuminanti. Unico elemento personale che tiro in ballo, la riflessione inerente il fatto che il dottor Letta sarebbe adattissimo ad essere impacchettato e spedito al Quirinale anche [suppone B.] con «i voti della sinistra.» Riflessione conseguente la lettura di un lungo articolo per EJ sulla nuova costituzione ungherese nel quale si parla anche della celebre lustracjia e l’espiazione dei crimini commessi prima della transizione democratica. Domanda: come si lustra il principale collaboratore dell’attuale premier? Esiste uno smacchiante a tal punto efficace [ben ammesso: su superfici di assoluto valore. Uno prova sempre a pensare bene] da restituircelo lindo e pinto tipo tempi-del-Tempo™ e Angiolillo? Tendenzialmente direi di no tuttavia bisogna aprire all’ipotesi e chissà forse B. ha ragione e davvero la sinistra, un giorno, appoggerà il dottor L. al Quirinale. Nel sommo sconforto ammetterò trattarsi della incontrastata vittoria dei miei numerosi contatti Facebook che quotidianamente scoreggiano allegri sulle polveri del Pd, beati loro.