Posts Tagged ‘Firenze delle letterature’

Per dire: «Muro Una Sega.»

29 ottobre 2015

Citè.
Il comunicato.

MURO UNA SEGA. READING A MICROFONO APERTO.
Presso La Cité in Firenze, Borgo San Frediano 20.
Quattro novembre duemilaquindici. Dalle 21.30 circa.

Letture a piacere su temi affini: viaggio, ballo, tecnologia, baccanali, controculture e subculture, musica elettronica e non, psichedelia, sincretismo, neo spiritualismo, post punk, degrado e decoro, confine e frontiera, società postindustriale, loisir, crisi, postmodernismo, scarpe a panettone, risemantizzazione e tutto quel che vi va.

CON: la cosiddetta scena letteraria fiorentina. Ma: chiunque può partecipare – letture di testi propri e/o altrui – dieci minuti a testa.
Al solito si raccomanda: testi che facciano accapponare la pelle.

Oldies but goodies: bibliotici reloaded.

1 luglio 2014
Zombies.
A distanza di quasi un anno, incipit del raccontino
«Tutela e valutazione delle biblioteche
universitarie: una storia di zombie» che sta qui.

1. Ouverture.

Di fatto suona prevedibile e per alcuni aspetti giustificabile: la totale, costante nonché [sembrerebbe] divertita trasfigurazione del reale in qualcosa di simile al circo operata dall’ateneo cittadino, che origina nei cervelli dei vertici giungendo diretta alle pance degli studenti. Lamentarsi ricorda la presa di posizione moralista di un padre ubriacone verso il figlio fanatico dell’aranciata. Ma è stato ugualmente gustoso esporre in rettorato, alla sede del dipartimento e dentro la facoltà, la nostra versione dell’accaduto. Sessantenni abituati a decadi di forzature affascinati da noi immobili davanti allo scranno. Al netto delle evidenze qualcuno ha pure azzardato approfondimenti di dettagli succosi, come potesse accettare la spallata definitiva quel sistema di pensiero che li ha resi benestanti e tronfi. Non siamo lontani dallo sfiorarsi dietro una porta socchiusa intravedendo la zia nuda, pensai. Però questo è senza dubbio un altro discorso.

2. Gli eventi.

Sul serio siamo una tribù composta da tizi con luminose educazioni alle spalle e, appuntate sui petti, medaglie di frequentazioni ricercate. Viaggi funzionali all’accrescimento delle turbolente sensibilità dateci in dotazione da una natura beffarda e generosa [«con la stasi non si è che pezzetti di verdura muffita»] uniti a pantaloni a sigaretta di svariate tonalità di grigio. Eppure pensare a noi come un gruppetto omogeneo e indistinguibile dall’interno sarebbe un errore e nessuno esiterebbe un istante a ribaltare il banco, sentendo queste parole. «Ciò che vi distruggerà sarà un’assemblea davanti alla stanza in comune con altri quindici ex studenti di lettere. Tutti fan dei Pixies.» Voi sprovveduti precari della cultura buoni soltanto a sparacchiare sentenze. Noi che ci conoscemmo, sostenemmo, consolammo, stimolammo, aiutammo, proteggemmo e [in alcuni casi] riproducemmo dentro la biblioteca del dipartimento di paletnologia dell’università di Firenze. Un luogo buio e minuscolo reso sontuoso dall’ardire negli anni in cui trovammo il cuore di sostituire la certezza di un futuro lavorativo barcollante con il sogno di scovare prima o poi il personale mammut ricoperto di paillettes in stile Lady Gaga. Prima della sera fatale in cui tutto prese fuoco con noi dentro. A seguire la cronaca di quelle ore unita all’inevitabile epilogo.

Bibliotici.

FiLet [e altro] su «Il primo amore.»

5 marzo 2014

Joe.
Sergio Nelli e Vanni Santoni sulla scena fiorentina. Su Firenze delle Letterature, le antologie, Torino una sega, Mostro, Slipperypond, Riot Van, il Collettivomensa, Scrittura Industriale Collettiva e altro. Il primo amore: qui.

Estratto.

«Quando cominciai a scrivere, nel 2004, mi unii alla rivista Mostro, che era nata intorno a esperienze di occupazione e autogestione come il Bandone e l’Elettropiù, e della quale facevano parte lo stesso Gregorio Magini e altri due membri di FiLett, Francesco D’Isa e Matteo Salimbeni; nel 2005 cominciai a scrivere anche sul Slipperypond, che era diretta da Gabriele Merlini e aveva fra i suoi membri gente che oggi, pure, figura in FiLett come Ammannati e Raveggi; successivamente, potremmo dire da una costola concettuale di Mostro, nacque, per opera di un trio di ragazzi lucani, un’altra rivista, Collettivomensa, sulle cui pagine hanno poi pubblicato anche gli stessi veterani; allo stesso modo eravamo in contatto tramite Marco Simonelli e Francesca Matteoni con il giro dei poeti toscani, tramite il progetto Scrittura Industriale Collettiva avevamo lavorato con intellettuali che già operavano in zona come eFFe o Dimitri Chimenti, grazie ai nostri libri avevamo conosciuto critici come Raoul Bruni e Diego Bertelli, le battaglie etiche nell’editoria ci avevano messo in contatto con Carolina Cutolo, Federico Di Vita, Christian Raimo […]»

A room with an interview: Válečky.

11 febbraio 2014

Addie.
«Ci sono individui -e sono quelli che preferisco- nati con l’esigenza di scovare un collegamento tra la propria storia personale e quella del mondo. Mondo che è per definizione troppo vasto per non venire irrimediabilmente ricondotto entro i confini di uno spazio -o territorio- che poi è lo spazio del cuore. Poiché i muri sono franati dall’interno e coglione può sembrare chi si senta alieno in patria tanto quanto dentro un autobus notturno lanciato attraverso le arterie di un vuoto esistenziale. La verità è che siamo tutti figli di quei Demoni di Dostoevskij, che lo vogliamo o no. Anche quando convinti di avere un destino che ci leghi necessariamente gli uni agli altri per mezzo di un filo cristiano di salvezza nella disperazione, siamo isole disperse in una terra di nessuno. In grado di chiamare le cose con il proprio nome solo dopo che le abbiamo archiviate, per il senso che potevano avere.» Due chiacchiere con Sara Mazzini sul Válečky, Torino una Sega, lo stato dell’editoria e un orso. Qui.

Dove sta «Bibliotici» e il raccontino sugli zombie.

15 ottobre 2013

Caffè Notte.

L’antologia «Bibliotici. Storie di libri e deviazioni» curata da eFFe sta [per esempio] qui. Ma anche su Facebook. Il mio brano si chiama Tutela e valutazione delle biblioteche universitarie: una storia di zombie. Questo l’incipit.

Ouverture.

«Di fatto suona prevedibile e per alcuni aspetti persino giustificabile: la totale, costante nonché [sembrerebbe] divertita trasfigurazione del reale in qualcosa di simile al circo operata dall’ateneo cittadino, che origina nei cervelli dei vertici giungendo diretta alle pance degli studenti. Lamentarsi ricorda la presa di posizione moralista di un padre ubriacone verso il figlio fanatico dell’aranciata. Ma è stato ugualmente gustoso esporre in rettorato, alla sede del dipartimento e dentro la facoltà, la nostra versione dell’accaduto. Sessantenni abituati a decadi di forzature affascinati da noi immobili davanti allo scranno. Al netto delle evidenze qualcuno ha pure azzardato approfondimenti di dettagli succosi. Come potesse accettare la spallata definitiva quel sistema di pensiero che li ha resi benestanti e tronfi. Non siamo lontani dallo sfiorarsi dietro una porta socchiusa intravedendo la zia nuda, pensai. Però questo è senza dubbio un altro discorso.»

Continua.

Firenze delle Letterature a «Bibliopride.»

27 settembre 2013

Copertina.
Qui il programma completo degli interventi a Bibliopride, giornata nazionale delle biblioteche promossa dall’AIB. Qui la pagina FB dell’antologia che presenteremo. Curata da eFFe con Giacomo Buratti, Francesco D’Isa, Federico di Vita, Simone Ghelli, Gregorio Magini, Daniele Pasquini, Alessandro Raveggi, Vanni Santoni, Marco Simonelli e il sottoscritto. La copertina è del D’Isa. Ça va sans dire.

Firenze delle Letterature in «Codice a Sbarre.»

18 giugno 2013

Scena.
Tre gli eventi FiLet all’interno di Codice a Sbarre. Giornate della libera editoria a Firenze dal ventuno al ventiquattro giugno.

Sabato ventidue giugno h.17.00 presso lo spazio SUC: «La criticità del mercato editoriale.»
Domenica ventitré giugno h. 15.00 presso la Sala Vetrate: «L’editoria e il digitale. Dai blog al self-publishing.»
Domenica ventitré giugno h. 21.00 presso lo spazio SUC: «Protagonisti scenza scena. La nuova letteratura a Firenze.»

Firenze delle letterature.

18 novembre 2012

Al Premio Fiesole.