Scarpe e new wave su Scrittori Precari.

20 dicembre 2013

New wave.
«Echo and the Bunnymen prendono cinque pallini per il loro Crocodiles del millenovecentoottanta. Idem Bauhaus per In that flat field. Gli Wire di Pink flag altrettanti pallini [aboliamo queste stelle irritanti negli standard di giudizio] mentre scivola verso la scomoda definizione di passo falso il Prince charming di Adam and the Ants. Premessa scontata: colui che stia perdendosi in queste poche righe lasci stare la presente recensione e viri su qualche stralcio di esordio narrativo rivoluzionario. Il 2.0 abbonda di tesori e non sarà complicato scovarlo. Poiché l’idea è proseguire il più possibile con un linguaggio criptico di nomi, date e suoni âgée. Senza recinzioni, pietà o scrupoli. New wave di Giunti -collana Atlanti Musicali. Anno duemilauno- vanta un magnetico Robert Smith in copertina e sarebbe offensivo spalancare le porte alla chiarezza. Agile manualetto sul movimento che non fu scuola espressiva ben definita [pagina cinque: l’onda anomala™] ma eterogeneo manipolo di individui i quali, avviata la risacca del punk, scelsero di dedicarsi alle più disparate ricerche sonore ed estetiche [domanda: come ordinare con la dovuta razionalità una materia così vasta, complessa e policroma?]» Continua su Scrittori precari.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: