Nöstalgia [nove.]

1 marzo 2013
Ramzan Kadyrov.
Originale [con titolo «Di Hummer. Tigri.
Mike Tyson e Putin
»] su Slipperypond.
Era ottobre duemilasei.

Molti indizi portano in questa direzione: fare il leader paramilitare sarebbe una professione decorosa, o quantomeno redditizia. Molto meglio di studiare per dentista, ad esempio. Certo serve il contesto giusto e le giuste condizioni di sviluppo. Ma il gioco varrebbe la candela. Prendete Ramzan Achmadovič Kadyrov: lui sta in Cecenia ed è semianalfabeta però [o proprio per questo] la sua vita è un vero spasso. Figlio di quel Akhmad Kadyrov presidente ceceno fatto secco il nove maggio del duemilaquattro, da qualche tempo il pargolo ha scelto di fare il Primo Ministro anche perché, guarda a volte il culo, il vecchio premier succeduto al padre [tale Sergei Abramov] ha visto bene di crepare a seguito di un incidente stradale a Mosca previa circostante un po’ sospette. Come capo del Servizio di Sicurezza Presidenziale Ceceno il ventinovenne Kadyrov viene ogni giorno accusato di essere brutale nei modi, spietato e antidemocratico. Per la stampa internazionale è implicato in numerosi casi di tortura e omicidio e l’associazione tedesca per i diritti umani GfbV afferma che circa il settanta percento di tutti gli assassinii, rapimenti, casi di tortura e stupri in Cecenia sono stati commessi dall’esercito privato di Ramzan, forza di sicurezza interna conosciuta come Kadyrovtsy, manipolo di tremila tizi dotati di un notevolissimo spirito di dedizione nei confronti del datore di lavoro. E se è vero che Berlusconi abbia parcheggiato un sommergibile nella cantina di Villa Certosa, Kadyrov più semplicemente sarebbe stato ucciso da una fucilata il ventotto aprile duemilaquattro. Le leggende sui potenti: adorabili ad ogni latitudine. Naturalmente Kadyrov è vivo.  Ovvio dunque come un tizio del genere goda dell’appoggio incondizionato del presidente russo Putin, sebbene si vociferi che recenti manovre non autorizzate del Kadyrovtsy abbiano suscitato l’irritazione del Cremlino, che gradirebbe l’esclusiva per faccende di questo tipo. Ultima apparizione sulla scena politica di Ramsan, un video nel quale massaggia due signorine in una sauna. Com’è ovvio, il governo ceceno filo-russo capeggiato dal presidente Alu Alkhanov si è affrettato a smentire l’autenticità del video. «So da fonte certa -ha dichiarato qualche tempo fa la giornalista russa Anna Politovskaya- che il giovane Kadyrov è una leggenda tra gli uomini dell’alta società moscovita», abituati alle danze cui il rampollo si abbandona nei più quotati bordelli cittadini [esercizi che ha provveduto a comprare nelle svendite sovietiche di qualche anno fa] o le sue curiose esternazioni. Affascinante il quadro dettagliato della persona, schema elaborato da quotate agenzie-stampa internazionali: Ramzan Kadyrov veste quasi sempre con elegantissime tute da ginnastica e, come già accennato, godrebbe di una cultura non così stellare avendo a stento terminato la scuola elementare. Tuttavia è proprietario della squadra di calcio di Grozny e una palestra per pugili all’interno della quale si addestrano i suoi controversi miliziani in compagnia [talvolta] del grande amico Mike Tyson. Kadyrov possiede un club di combattimenti tra animali dove lottano tra loro non solo pitbull ma anche cuccioli di leone e tigre, lupi e orsi bruni, senza contare la fissazione del giovane per i motori: a quanto sembra andrebbe matto per gli Hummer e i carri armati funzionanti. Petrolio, benzina, alcol, droga e pistole: ecco i capisaldi della disastrata economia di guerra cecena. Su questi beni di primo consumo Ramzan Kadyrov pretende pizzi e pratica estorsioni. Consequenzialmente si pensa che per questo Putin veda in Kadyrov un serio interlocutore con il quale rapportarsi, o quantomeno al pari di tutti i premier che usano praticare elettroshock agli ospiti. Di questi tempi i puntigliosi della «Associazione per i Popoli Minacciati» [APM] iniziano a nutrire il vago sospetto che il culto della personalità coltivato da Kadyrov possa portare la Cecenia ad una guerra civile simile a quella afghana. I soliti intellettuali rompicoglioni. A Grozny i manifesti che raffigurano il bel faccione biondo del capo sono ovunque e, per guadagnare popolarità in occasione delle elezioni, Kadyrov ha promesso un’auto a ogni madre che avrebbe chiamato il proprio figlio Ramzan. In Cecenia negli ultimi tempi c’è un gran fiorire di Ramsan. Ancora non al volante di un Hummer o possessori di orsi bruni, però ogni riforma di simile spessore necessita del proprio fisiologico tempo.

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