«Torino una sega due» su Scrittori Precari.

12 febbraio 2013

Piazza.
«Cara vecchia tigre che dorme [afferrato il rimando?], permettimi di ricordarti come le cose andarono più o meno in questo modo. Poiché molto tempo è ormai trascorso e la memoria può giocare qualche scherzo. Dunque riassumiamo: si deve al tuo articolo che stamani ho avuto la sfortuna di leggere il tentativo di scrivere questa mia scimmiottando il tuo stile da pomposo bastardo. E se talvolta annusi stia superandoti in grazia e profondità beh, fammi il piacere di non polemizzare anzi spedirmi un bouquet di rose nella tana che da qualche lustro infesto in totale solitudine. Sarà gesto commovente e graditissimo. Ma veniamo al dunque. È correlabile al ributtante trend adesso in circolazione -quello che spinge numerosi direttori di testata a infilare bei soldoni nelle tasche di sciagurati del tuo stampo- il pezzo odierno sui tuoi [i nostri] anni del liceo. Come se qualcuno potesse essere interessato ai particolari più luridi del percorso scolastico di un modesto scrittore di farse tipo te, assieme a un fallito bombarolo del mio stampo» [continua su Scrittori Precari.]

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