Dalla parte del merlo.

16 dicembre 2012

«Nel corso degli ultimi duecento anni il merlo ha lasciato le foreste per diventare un uccello di città. Dapprima in Gran Bretagna, già alla fine del diciottesimo secolo, e qualche decina di anni più tardi a Parigi e nella Ruhr. Durante il diciannovesimo secolo ha conquistato una dopo l’altra tutte le città d’Europa. Intorno al novecento si è installato a Vienna e Praga, avanzando quindi verso Est e raggiungendo Budapest, Belgrado, Istanbul. Dal punto di vista del pianeta questa invasione del merlo nel mondo dell’uomo è assai più importante della invasione della America del Sud da parte degli spagnoli, o il ritorno degli ebrei in Palestina. Il cambiamento dei rapporti tra le diverse specie del creato [pesci, uccelli, uomini e vegetali] è un cambiamento di ordine più elevato rispetto a quello fra diversi gruppi di una medesima specie. Che la Boemia sia abitata dai celti o dagli slavi, che la Bessarabia sia stata conquistata dai romani o dai russi, la terra se ne infischia. Ma che il merlo abbia tradito la propria originaria natura per seguire l’uomo nel suo mondo artificiale è qualcosa che produce un mutamento nell’organizzazione del pianeta.»

M. Kundera. Kniha smíchu a zapomnění.

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