«Oceanchild and Morning Moon.»

5 luglio 2011
La versione integrale
ai tempi su Re:  [2007.]
«Do you know who you are…do you know who you are?»
Officer Bill James Moran, 22.59.
New York. December 8, 1980.

«[…] Alle due del pomeriggio* Annie Liebovitz fu accompagnata lungo le scale del palazzo nel quale si trovavano Oceanchild and Morning Moon da Jay Hasting, che come al solito andava di fretta. Questo Isa lo venne a sapere da Theo, il quale ebbe la fortuna di incontrare la coppia davanti all’ascensore. La famosa fotografa Annie Liebovitz aveva un appuntamento con il signore inglese che abitava al piano di sotto e sua moglie. José Perdomo spiegò a Theodor che si sarebbe trattato di un servizio per la rivista musicale Rolling Stones.
[…] Il signore e la signora Woolley si trovavano a Miami per un convegno sul diritto immobiliare o qualcosa di parimenti assurdo. L’albergo che li ospitava usava trasformarsi di notte in casinò e tutti gli avvocati diventavano di colpo puttanieri o incalliti giocatori. Ecco come mai la casa era tutta per Oceanchild e Morning Moon. Che tuttavia al momento potete osservare impegnati in una gara di corsa lungo l’Upper West Side. Theodor conduceva su Isa con un vantaggio di nove secondi mentre Isa stentava nelle retrovie per colpa delle All Star basse e strette. Il semaforo rosso all’incrocio fu interpretato dai due come evidentissimo traguardo. Theodor riprese fiato poggiando le mani alle ginocchia. Isa con il gomito trovò ristoro a un palo della luce. La scena fece ridere di gusto il ragazzetto a destra che da qualche minuto stava guardandoli. Un giovane sovrappeso che annuì bonario quando Theodor e Isa gli sorrisero per risposta. Poteva avere venticinque anni nonostante la camicia hawaiana da vecchietto. Il tizio ci mise poco a farsi avanti e chiedere se abitassero lì. Isa [ignorando gli ammonimenti paterni] confessò senza esitare che in effetti stavano proprio lì davanti. Al Dakota. -È dove devo andare io- disse il tale presentandosi con il nome di Mark.
[…] Paul Goresh era un celebre fotografo e con simili meccanismi ci andava a nozze. Paul stava dietro il signore del piano di sotto quando si fece sulla porta. Paul Goresh bisbigliò qualcosa in un orecchio al signore del piano di sotto una volta finito di autografare il disco a Mark e Theo e Isa in ascensore non parlarono mano nella mano pensando a quanto in fondo fossero proprio due americani fortunati. Poi il rumore ovattato ma secco proveniente dal marciapiede.»

*  Il giorno è ancora l’otto dicembre millenovecentottanta.

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