Nöstalgia [quattro.]

4 giugno 2011

Originale [con titolo «Jožin z Bažin
reloaded.
»] su Slipperypond.
Era marzo duemiladieci.

In scia alla nobile attitudine di eseguire furti su commissione, accetto la sollecitazione ed eseguo un articolino su commissione: il manovratore dietro l’intera operazione risulta essere quel CdC che, trascorrendo ore e ore al giorno online per motivi prettamente accademici, ci sta ogni tanto si distragga e incappi in altro, povero. Stavolta dalla piattaforma cui frana mi segnala quanto segue: starebbe verificandosi un curioso revival in Europa Centrale del celebre pezzo Jožin z Bažin* di Ivan Mládek. E d’altronde la trama del brano, il ritmo e l’abbigliamento dei protagonisti non potevano che attrarre l’attenzione del nostro e risvegliarne la vecchia e tormentata anima b-boy. Per quanto riguarda il sottoscritto, invece, avendo la fortuna di trovarmi in zona e soffrendo di una fastidiosa monotematicità negli argomenti, non posso esimermi dall’obbedire e scriverci la cazzatina al riguardo, adempiendo così al mio ruolo in Slipperypond e nel mondo. Ma procediamo con ordine.
Primo punto: trama della canzone [onestamente l’intero articolo non si svilupperà tanto oltre la trama della canzone, credendo fermamente tutto quel che sia doveroso recepire da Jožin z Bažin nasca e muoia nelle parole e nelle immagini del video, senza contare inoltre come su internet la versione in inglese delle liriche si trovi ovunque.] Ad ogni modo c’è questo tizio che sale sulla propria Škoda 100** per recarsi nel ridente villaggio di Orava*** quando, strada facendo, una vocina ronzante nella testa lo convince che meglio farebbe a svoltare per Praga e liberare la città dal terribile mostro Joey [strašidlo Jožin] il quale conserva la graziosa abitudine di mangiarne i residenti. Tuttavia il sindaco di Vizovice -luogo nel quale sorge il celebre albero con naso di Vizovice– ha promesso la mano della primogenita al prode che gli porterà Joey, più una fattoria collettiva in uso. Sarà proprio il cavaliere sulla Škoda colui che compirà l’eroico gesto, limitandosi a recuperare  po’ di polvere e un aeroplano [entrambe cose non difficili da reperire nella Cecoslovacchia del settantotto.] Joey viene catturato e venduto allo zoo. Fine. Storiella piuttosto lineare, vi riconosciuto. Però indicativa. E d’altronde strani animali e senso del fantastico hanno sempre avuto un ruolo fondamentale nell’immaginario cecoslovacco, come in quello di qualsiasi altra parte del globo [per altro, al riguardo rileggevo in questi giorni la trama di Kostava k popírání, mediometraggio nel quale un tizio si perde nei meandri della burocrazia socialista dell’epoca mentre cerca un misterioso funzionario del quale rimane solo un telefono che squilla in continuazione. Il tizio porta in braccio un gatto nero. Però forse, vista l’assenza di balletti e strumenti buffi, siamo anni luce distanti da Jožin z Bažin e troppo vicini al vecchio Franz. Minima idea.]

Nota nella nota: come già scritto in precedenza, l’intera faccenda mi è stata segnalata dal Cdc poiché taluni network di suo gradimento riporterebbero d’un revival in atto di Jožin z Bažin, nonostante gli autoctoni che ho potuto interpellare [nell’indicativa cifra di due] mi abbiano spiegato quanto sia trend in fase calante, avendo la melodia ritrovato giusta notorietà circa un anno fa [«sebbene il brano non sia mai scomparso del tutto e anche adesso goda di decorosa programmazione», scopro con giustificato sollievo attaccato alla cornetta del telefono.]
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