Nöstalgia [uno.]

10 maggio 2011

Originale [con titolo «preghiera a San Lorenzo
di un inquilino affezionato che forse cambia
quartiere»] su Slipperypond.
Era novembre duemilasei.

«Ci si sente come il topo che scappa mentre la nave affonda, anche se la nave non sta propriamente affondando: questo lo dicono i giornali. Loro sono i veri colpevoli, gira voce. Persino Cucuzza in quel programma pomeridiano ha parlato del quartiere nel quale vivo. Per i non fiorentini all’ascolto, una bomba pronta per esplodere. Figurarsi. Immigrazione. Delinquenza. Code di mostro che spuntano dai tombini e zone in ombra. I vicoli si fanno fiumi di roba gialla pronti a sommergere gli onesti lavoratori che rincasano verso le sette. I kebab. I felafel di distruzione di massa. I tombini che ributtano hascisc. Coltellate e lampeggianti della polizia. Il Poeta ebbe a scrivere che la notte si tinge di blu e nero [blu-e-nero?] e in una rosticceria spiegano che gli affari vanno male non perché il pollo ricorda polistirolo scottato ma perché la gente ha paura: di solito, quando questo succede, arriva sempre un dittatore a risolvere le cose.» [Continua qui.]

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