«Europa Orientale» in Domani Arcoiris.

5 gennaio 2011


Sembrerebbe che negli anni Ottanta e primi Novanta le cose fossero più lineari. O almeno così deduciamo da Jana Hensel e il suo Zonenkinder: «i ragazzi polacchi, pigiati in cinque su una Fiat Polski, si riconoscevano dai marsupi fatti in casa con i loghi taroccati dell’Adidas, le toppe Sandra o le rose dei Depeche Mode. Le ragazze russe portavano grandi fiocchi rosa tra i capelli, indossavano uniformi scolastiche marroni ed erano spesso accompagnate da tizi con visi spigolosi. I cechi amavano le scarpe da ginnastica di stoffa a strisce rosse e blu, mangiavano le loro tipiche cialde e giravano in Škoda, mentre l’ungherese era elegante d’aspetto e non manifestava alcun interesse per il blocco orientale.» Al contrario adesso, causa il mondo unipolare e l’inevitabile globalizzazione, tutto è più complicato e riconoscere un trentenne ceco da un coetaneo polacco – così come da uno di Dresda o un viennese – parrebbe faccenda rischiosa forse persino per Fräulein Hensel. [Oggi su Arcoiris.]

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