Posts Tagged ‘Pillole contro l’istinto omicida’

Incipit delle «Pillole» [2005 e 2007.]

9 marzo 2012

«Sdraiato sul sofà del monolocale più servizi che aveva
preso in affitto sulla 17ª strada, qualche volta si immaginava
di essere una industria per la produzione di racconti autobiografici.
E si ripassava in rassegna completamente, dalla nascita fino alla morte.
Su un foglietto arrivò ad ammettere: «non trovo giustificazione».
Saul Bellow. Herzog.

Accenno di plot. A. e B. coronarono i rispettivi sogni di gloria dopo circa un anno di scuola. A. era un mediocre portiere. Io [C.] un’ala imprendibile. Fui io a presentare B. ad A. [fui io a sparare all’Arciduca a Sarajevo] dopo che D. conobbe B. al corso di teatro.
A. e B. finiti gli esami* nidificarono come una coppia di avvoltoi in una casa che trovai loro sul Loot tuttavia qualche tempo dopo si separarono prendendo ognuno la propria strada. Dunque, in linea con i pronostici, anche io e D. durammo poco in quella strana situazione di isolamento e scegliemmo di farla finita nel giro di qualche settimana.

* Dio fulmini l’autore.

Pillole contro l’istinto omicida: «Nixon.»

28 dicembre 2011

«Promise me you’ll always be around
when I call, and when I fall.
»
Londra. Graham Road.
Mercoledì 15 marzo 2003.

«In the summer of 1973, the U.S. House of Representatives and the U.S. Senate heard months of testimony on Richard Nixon’s Reorganization Plan Number Two which proposed the creation of a single federal agency to consolidate and coordinate the government’s drug control activities. Drug use had not reached its all-time peak but the problem was serious enough to warrant a serious response…»

 «God only knows what I be without you
Washington. White House. Venerdì 14 settembre 1973. Richard Nixon a
Myles J. Ambrose e John E. Ingersoll, direttore del BNDD, U.S Bureau of
Narcotics and Dangerous Drugs, poi rinominato DEA, Drug Enforcement Administration.

1. -Stronzi farabutti che non hanno lavorato neppure un minuto nelle loro maledette vite. Ecco cosa sono.
-Certo Richard.
-Ci pensi mai a dove andremo a finire noi gente perbene, Johnny? Ci pensi mai?
-Buon Dio Richard. Certo che ci penso.
-Perché alla fine questi stronzettu sai cosa vogliono? Te lo sei mai chiesto cosa vogliono?
-Sì che me lo sono chiesto, Richard.
-E allora dimmelo.
-Loro…
-Pace, amore e fratellanza? Aspetta che mi ci pulisco il culo. Perché sai qual’è la verità, bello mio? La vuoi sapere la verità?
-Voglio sapere la verità, Richard.
-Allora eccola qui la verità: la verità è che loro vogliono soltanto stramaledetta eroina per bucarsi le loro braccia bianche e strette da fichette. Oppure polvere da sparo perché tutta la notte…
-Tutta la notte. Sì.

2. -E certo potresti rispondermi: ma Richard. Il consumo di droga in questi anni non sta aumentando. Anzi è diminuito. No?
-Io…
-Vaffanculo. Guarda le strade John. Le guardi?
-Sì che guardo le strade Richard.
-Beh c’è fermento ed è un fermento destinato a diventare letale se non lo blocchiamo per tempo. Pensaci.
-Ci penso.
-La gente sta cominciando ad aprire gli occhi e guarda caso anche stavolta quelli con gli occhi più aperti sono i drogati.
-I drogati. Certo.
-Colombia e Messico. Eroina e cocaina ma anche semplicissima marijuana. Allora noi mettiamo su questa copertura della DUA e…
-DEA, Richard. Dipartimento Narcot…
-Lo so. Non interrompermi. Dicevo. Mettiamo su questa copertura della DEA poi riempiamo di tasca nostra le strade di droga. La droga migliore e più letale, John. A quel punto ci penseranno loro stessi a scomparire. Giusto?
-Giusto.
-E ora passami da bere, amore.
-Whisky, presidente?

3. -Ok. Bravo. Fondiamo questa DEA e nessuno sospetterà niente. I costi inoltre mi hanno assicurato che saranno minimi. No Myles? [Myles J. Ambrose, direttore per il biennio 1972-1973 dell'ODALE - Office of Drug Abuse Law Enforcement.]
-Per il millenovecentosettantatre prevediamo una spesa di circa settantanove punto nove milioni di dollari, signore. Che in due anni diverranno centoquaranta.
-Li stronco sul nascere io, pezzi di merda che non sono altro. L’eco di questa ondata di stupefacenti lo sentiremo per anni. Credimi.
-Senza dubbio. Ma noi presidente…che figura ci facciamo? Intendo dire. Riempire una nazione di…
-Ehi. Fermo un po’. Tu pensi che io non sappia fare il mio lavoro?
-Non ho detto questo tuttavia…
-Fidati zucchero. Nessuno verrà mai a sapere niente…nes-su-no.

[...]

«La marea di sostanze illegali che investì il paese in quegli anni fu allo stesso tempo una sciagura e un miracolo. Motore e stimolo, arma letale e irrimediabile» [cit.] Richard Nixon si dimise dalla carica di Presidente il 9 agosto del 1974 per anticipare l’imminente impeachment.

Giovedì 16 marzo 2003.

4. Come al solito sputerò il rospo alla fine delle danze. E lo farò confessando che era una mia prassi abituale, ogni qualvolta se ne presentava l’occasione, sperimentare sul mio amico Charles N. ogni racconto -o tentativo di- che producevo in salotto, magari nel corso di una concitata notte di angoscia e terrore. Ciò nonostante, malgrado l’evidente volontà che avevo di coinvolgere il mio arido interlocutore dentro i meandri più spigolosi di infinite discussioni editoriali, il più delle volte non ricevevo che sbadigli e/o rarissimi applausi. Temo -e lo faccio dopo indagini assai scrupolose- che il sopracitato testo possa essere considerato come il suo modo per vendicarsi di me e quei supplizi che nel tempo gli avrei inflitto, grazie all’amore per la letteratura che covavo e l’auto-flagellazione. Diventare uno scrittore lui con l’unico scopo di umiliare me: questo il suo personalissimo stratagemma per farmi fuori? Forse. Non posso escluderlo. Sia come sia non sta a noi giudicare [...]

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