«C’è una storiella fenomenale che torna ciclicamente sui media. Un po’ come l’elezione del cane più brutto del mondo o il cliccatissimo divorzio hollywoodiano. E spesso si presenta in relazione a congressi straordinari, plenarie o estemporanei spazi di confronto [dal monologo alla sfilata di elmi normanni -Nasalhelm in tedesco- quelli senza corna] della Lega Nord. Cioè raffrontare il cosiddetto Carroccio alla CSU bavarese, costola della CDU o Christlich Demokratische Union Deutschlands nazionale. Nonché -per estensione- il nord padano al sud della Germania. Vie d’approccio mediatiche differenti ma parimenti funzionali: una sembrerebbe essere il citare a rotazione qualche esponente promulgatore della idea di unire [confederare] la zona che dalla Bassa conduce a Bressanone quindi Svizzera, Baviera e il Baden-Württemberg [aree che senza dubbio non stanno nella pelle in vista dell’evento] o rapportarle secondo i crismi di alta produttività, diffuso benessere e status scomodo di motore nazionale. E certo tutto pare pienamente lecito: discutibile che possa suonare, è una teoria. Però l’argomento risulta al tempo stesso scivoloso e tagliente poiché il distratto può pensare male ossia che la Lega [nelle proprie -ormai superate, sicuro- correnti: barbari sognanti e/o cerchio magico] abbia davvero profonde similitudini con la CSU bavarese. Da qui l’idea di un riassuntino/confronto in vista dell’aggiustamento reciproco» [continua qui.]



