Posts Tagged ‘Italia’

Piuttosto efficace.

14 gennaio 2012

…con Monti non funzionerebbe. Ai tempi: «BBB+erlusconi.»
E via così.

Mi chiamaste? Che bramate?

29 settembre 2011


Ciò che rappresenta un gigantesco problema di questi tempi è filiazione direttissima dalla favolosa attitudine [sempre esistita ma solidamente strutturatasi nell'ultimo ventennio] di negare la realtà con qualsiasi mezzo. Di base una faccenda riconducibile alla grande predisposizione e senso di confort provato da tanti per chiunque inondi la vita pubblica di consolanti cazzate e pirotecnici attacchi verso qualsiasi entità capace di rappresentare un minimo la sfera del reale [questi rompicoglioni.] Consequenziale, quindi, l’assoluto straneamento riscontrabile a zonzo quando si fanno necessarie, pragmatiche e funzionali valutazioni, magari in tempi rapidi. Esempio: le recenti vicende interne, Berlino e Parigi che nei fatti bollono, e via di seguito. Se c’è una evidenza in questo risulta essere che non si tratta di schieramenti o ideologie quanto [più o meno] di  polso della situazione [bipartisan] e quel minimo di rigore che esula dai comportamenti vergognosi. C’è chi è adatto e chi non ha credibilità, anche esulando dai sussurri dei preti. C’è chi gestisce e chi è obbligato a farsi gestire. C’è chi prima c’era nelle tavolate circolari e adesso non più. C’è chi si sacrifica e chi, invece, inizia a indicare gli stronzi tutto attorno e dare un po’ di matto prima di scegliere la via della finestra. Poi, in volo, garantisce che lo hanno spinto.

Nöstalgia [tre.]

24 maggio 2011

Originale [con titolo «Earth, wings
and fire
»] su Slipperypond.
Era marzo duemiladieci.

Fortuna che il sentimento di sospetto nei confronti della politica e società italiana è qui* così radicato che si spende poco ad informarsi seriamente su quello che avviene sotto le Alpi**: sarebbe infatti una fatica enorme con l’unico risultato [quasi sempre] di confermare ciò che tutti immaginano, ossia rapportarsi con un para-troiaio solo parzialmente scosso da impeti di normalità. Per intendersi su gran parte dei media in Germania filtrano principalmente le gesta del premier -che bastano e avanzano, tra l’altro- mentre il resto del meritevolissimo circo viene fermato a Como-Chiasso da solerti agenti orwelliani. Tuttavia c’è da fare un atto di comprensione e perdono verso i media che solo alcune cose fanno filtrare, e spesso in modo sommario: lavorare provando a riportare ciò che sul serio accade in un altro paese è impresa difficilissima per l’infinita complessità del reale che qualsiasi nazione compone, specie se sei cresciuto e ti sei formato altrove, e limitarsi al livello più visibile -tralasciando il colorito sottobosco- può essere scivolone del tutto giustificabile. Questa la causa per la quale spesso anche i resoconti dei giornali serissimi paiono Bignamini se confrontati con la stampa locale, di parte o meno, prodotta o meno da gente assurda. Fatto sta che in Germania non ho trovato traccia di un evento che davvero avrebbe fatto sbrodolare i lettori tedeschi, vale a dire il rogo di Calderoli di circa trentamila leggi inutili [ma sui numeri potrei sbagliare] con tanto di risata davanti la pira. Dannunziano wannabe o più semplicemente -come si è scritto- un Nerone dalla faccia rubizza, il nostro avrebbe molto affascinato il pubblico qui sia per un po’ di sano comparativismo con i tempi nei quali erano loro a bruciare i libri, sia perché cosa c’è di più colorato, folkloristico e fascinoso di un bel fuoco che arde in Italia, e pace se dentro una caserma di pompieri allibiti e non lungo una spiaggia nella notte mediterranea.
Oppure il ministro Carfagna che canta in napoletano per regalare qualche voto al candidato Pdl in campania: nada. Nessuno ne parla sui giornali qui ed è un peccato perché lei è donna del Süd come piacciono da matti, di quelle che mordono i polpi e sanno consolare alla bisogna, capace di cinguettare melodie intriganti e stimolare come da migliore tradizione iconografica [per la cronaca è stata intonata «Comm' è bella la città 'e Pulcinella» nella taverna Anema e core a sostegno della candidatura di Stefano Caldoro. Un successo stellare sarebbe stato in Germania, altro che cazzi.] Però zero. Solo Berlusconi a rubare le scene o il Papa, il quale italiano non è di nascita ma  -cattolico furbo, disprezzatore delle donne e che non paga le tasse- italiano parrebbe de facto.

* Germania nord-orientale.
** Italia nella propria, desolante interezza.

Piero Fassini.

17 maggio 2011


«In Turin, wo der populäre PD-Bürgermeister Sergio Chiamparino nicht mehr kandidieren durfte, hat offenbar im ersten Durchgang der prominente PD-Mann Piero Fassini mit vorläufig 56 Prozent bequem die absolute Mehrheit erreicht.»*

No. Via. Dall’estero non c’è gusto a seguire una trombata elettorale. Troppe imperfezioni.
Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.