
«-Ora come ora negare è la cosa più utile. E noi neghiamo.
-Tutto?
-Tutto.
-Ma come? Non solo l’arte e la poesia…ma persino…
-Tutto- ripeté Bazarov con indescrivibile compostezza.»
Posts Tagged ‘Europa centro-orientale’
Arcade fire.
29 maggio 2012Ivan Sergeevič Turgenev.
«Che Guevara v domě u Prahy.»
27 gennaio 2012
Oldies but goldies: due.
«Tutto qui è noioso, grigio e senza vita» sembra sostenesse Che Guevara di Praga. Motivando: «questo non è il socialismo ma il suo fallimento.» Ecco perché se n’è andato a Vienna. Dove ci si diverte duro e il socialismo è di quelli cazzuti.
Chitty chitty deutsche bang.
18 gennaio 2012
Si chiede di innalzare a gran voce un coro di qualche natura che sia in grado di aiutare i tedeschi a ritrovare l’eurofiducia smarrita però la teoria di Caracciolo* sembrerebbe gettare sconfortanti aloni sull’ipotesi di buona riuscita della operazione: l’eurofiducia non c’è mai stata perché il reale sentimento di condivisione che dovrebbe costituirne la base mai è esistito e le acque fino ad oggi sono state chete solo a causa del fatto che [cito il Giannini] «come aveva capito Giulio Andreotti nel 1992, la moneta unica sarà tedesca o non sarà». Nel recente passato abbiamo avuto un discreto culo. In futuro vediamo.
* «Al di là dei vari criteri di Maastricht [...] la classificazione era e resta antropologico-culturale. Sicché ai greci, come anche agli spagnoli, ai portoghesi e agli italiani, non si può dare fiducia nel lungo periodo perché vocazionalmente tendenti a sforare o a mascherare i bilanci. Mentre i tedeschi o gli olandesi sono per nascita rigorosi, puntuali e precisi. E poco importa che i fatti dimostrino spesso il contrario. Questi pregiudizi restano. [...] Un giorno usciremo dalla crisi speriamo in condizioni non troppo disastrate; ciò che sembra destinato a sopravviverle è questo razzismo soft. Se l’Europa non si fa è perché nulla di condiviso e duraturo si può costruire tra chi si considera geneticamente diverso.»
Brum brum.
16 ottobre 2011
«In termini kierkegaardiani un processo rivoluzionario non implica un progresso graduale ma un movimento ripetitivo, un movimento di ripetizione dall’inizio ancora e ancora. Ed è esattamente qui che ci troviamo oggi, dopo l’oscuro disastro del 1989, la conclusione definitiva dell’epoca iniziata con la Rivoluzione d’ottobre. Si deve dunque rigettare ogni senso di continuità con ciò che la sinistra ha significato negli ultimi due secoli. Sebbene momenti sublimi come il climax giacobino della Rivoluzione francese e della Rivoluzione d’ottobre rimarranno per sempre una parte chiave della nostra memoria, il quadro generale deve essere superato e ogni cosa deve essere ripensata, iniziando dal punto zero.»
Slavoj Žižek, Dalla tragedia alla farsa.
Ideologia della crisi e superamento del capitalismo.
Ponte alle Grazie 2009.
On «East Side Report.»
25 maggio 2011
«Esiste una intrigante teoria secondo la quale pulire i piatti e rileggere i bigliettini di auguri, finita la festa di compleanno, sia il momento più profondo della serata: si tratterebbe infatti di atto al tempo stesso intimo ma anche strettamente relazionabile con la nostra sfera sociale, ciò che abbiamo seminato e quanto stiamo raccogliendo. Senza contare come, casomai i bigliettini di auguri arrivino da tizi come Václav Havel, Hillary Clinton, i sindaci di Belgrado e Sarajevo, l’arcivescovo di Praga e Hamid Karzai, probabilmente qualche analisi sia sempre doverosa. Due righe di riassunto: Radio Free Europe ebbe come primo quartier generale Monaco di Baviera e trasmise il primo programma su onde corte il quattro luglio del cinquanta in direzione del vicino confine cecoslovacco. Destino già scritto perché proprio a Praga si sarebbe stabilita alcuni anni dopo, all’interno di un curioso palazzo dall’architettura avanguardistica su Vinohradská.» [Continua su East Side Report.]
Papà e mamma del Partito dell’Amore.
5 maggio 2011«Questo partito [il Partito della Birra] non ha nulla a che vedere con la birra. E’ apparso sulla scena politica per scherzo e i suoi ideatori sono stati i primi a stupirsi del successo. Però l’aspetto pericoloso del fenomeno è che così si ridicolizza la politica e il suo campo d’azione. Il Partito della Birra è un partito-antipartito tipico di questa tendenza. Per altro c’erano anche un Partito del Whisky in Cecoslovacchia, ed un Partito della Iniziativa Erotica in Ungheria.»
Bronisław Geremek, La democrazia in Europa.
Pag. 29-9. Nero su bianco Laterza. 1992.
On «East Journal.»
6 marzo 2011
«Questa volta [non l’unica per altro] gli slovacchi sono stati più rapidi dei cechi: il governo a Bratislava c’è già mentre a Praga toccherà aspettare ancora un po’. Inghippi di nomine e qualche meccanismo bloccato; faccende che possono succedere, chiaro. Tuttavia lodevole il pragmatismo dimostrato dal nuovo premier slovacco Signora Radičová, e assai importanti le parole di Karel Schwarzenberg, futuro [presente e passato] responsabile per gli esteri ceco in trasferta, primo ospite del neonato esecutivo di centrodestra formato dalla unione dei cristiano-democratici del SDKÚ con Sas, Kresťanskodemokratické hnutie ed il Most-Híd della minoranza ungherese.» [Continua su East Journal.]
«Europa Orientale» on Domani Arcoiris.
5 marzo 2011
«Sprofondando nell’appiccicosa afa dell’estate centro-europea viene naturale guardarsi indietro e fare due calcoli su ciò che è accaduto nei mesi passati, decisamente più freschi: di fatto ci siamo lasciati alle spalle una primavera ricchissima di eventi importanti all’interno dell’ex blocco sovietico. Elezioni politiche in Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia e il nuovo Presidente della Repubblica in Polonia.» [Continua su Domani on Arcoiris.]


