Archivio per il 'Rzeczpospolita Polska'Categoria

Rzeczpospolita.

Ottobre 9, 2009

Il giornale conservatore polacco Rzeczpospolita ieri parlava del seguente giochetto: un posto influente per la Repubblica Ceca nella nascitura Commissione Europea in cambio della firma di Klaus al Trattato di Lisbona. Tutto questo nel giorno successivo alla ennesima sparata contro la ratifica di diciassette senatori Ods, per altro molto vicini al presidente. Piotr Maciej Kaczyński, analista politico del think-thank CEPS, interpellato al riguardo ipotizza che grossi ostacoli da parte ceca non ce ne sarebbero dato che, per un ruolo decisivo ad esempio nella energia o nei trasporti a Bruxelles, tutti i cechi capirebbero. Compresi pure gli inguaribili rompicoglioni. Opzione invece irrealistica per…

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Sopot. Polska.

Settembre 10, 2009

Visegrad logo. La stampa tedesca ne ha accennato, mentre quella italiana tace impegnata in altre battaglie. Io lo segnalo perché alla fine un senso questa storia ce l’ha, per dirla à la Bersani: tra domani e sabato a Sopot in Polonia si terrà infatti il tredicesimo summit tra i presidenti delle nazioni appartenenti al gruppo di Visegrad. Ovverosia Lech Kaczynski, Vaclav Klaus, Laszlo Solyom e Ivan Gasparovic, nonché l’ospite sloveno Turk. L’aggiornatissimo sito di Visegrad riporterà passo passo lo svolgimento dell’incontro.

Hřebeny.

Agosto 30, 2009

La faccenda dello scudo missilistico statunitense in Polonia e Repubblica Ceca appare e scompare dalle cronache più come un soldato infilato nella macchia di un territorio ostile che come un grosso impianto (o meglio, due grossi impianti) statici ed a pochi km. da popolosi centri urbani, dei quali tutti conoscono l’esistenza e l’esatta ubicazione. C’è infatti molto di militaresco nelle dichiarazioni spesso contraddittorie al riguardo, così come nei rapidissimi cambi di programma talvolta ventilati da questo o quel giornale. Ieri -ma dobbiamo riconoscere il fatto che da molto tempo tutto taceva- è stato il turno del New York Times, che dedica alla vicenda un pezzo bello lungo per spiegare…

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Frammenti di mazowsze.

Luglio 24, 2009

C’era quella frase dello slavista che diceva: colui che vuole un sole senza nuvole è pregato di levarsi dalle palle, grazie. Già ne abbiamo parlato in passato. Quindi, per quanto ci riguarda, nuove polizie segrete costringono all’esilio di questi tempi; ci sono foto scomode che ritrarrebbero personaggi scomodi in città e gironzolare in strada potrebbe creare qualche problema, sì. Ma dicevamo. A Praga.

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Di lustracija e Starbucks.

Maggio 23, 2009
“Nel 1981 da un giorno all’altro furono chiuse scuole e università, sciolte le organizzazioni politiche e sindacali, diecimila persone tra le quali il leader di Solidarność Lech Waléşa finirono in carcere o internate. Nel tentativo di fare chiarezza in questi ultimi anni il paese [la Polonia] ha scavato a fondo nel passato con la Lustracija, la ricerca ossessiva di indizi di collusione con il regime. Fortunatamente l’era dei gemelli Kaczyński, rispettivamente capo di stato e primo ministro, si è conclusa nell’autunno del duemilasette con l’elezione di Donald Tusk. [...] Oggi qui [a Varsavia] accanto al megastore Empik si susseguono grandi profumerie e negozi di arredamento. In estate, con le belle giornate, la strada diventa un salotto all’aperto: file di tavolini fuori dai bar e dai caffè, gente che passeggia e si incontra. Sono queste le immagini che rendono omogenee e senza identità le capitali di tutto l’Occidente e che fanno inorridire Stasiuk [Andrezej Stasiuk, scrittore polacco.] Questo è ciò che lo ha spinto ad isolarsi in un paesino sui Carpazi.”
Capitani – Coen. A Est, il volto della nuova Europa. Einaudi 2008.

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Musette.

Maggio 7, 2009

Sarebbe stata una buona occasione per rimediare all’orrido semestre di presidenza, tuttavia l’eventuale approvazione del Trattato di Lisbona da parte del parlamento ceco risulterebbe bloccata dalle prevedibili dichiarazioni del presidente Klaus: per me è lettera morta, dice. E certo, di per sé non sarà una carta frizzante come magari vorrebbe lui, però comunque la si voglia vedere il Trattato resta una faccenda basilare per le nazioni dell’area, specie per quelle come la Repubblica Ceca che -stando a sentire lo stesso PM uscente Topolanek- senza una totale adesione all’Europa rischiano di finire ancora sotto altre influenze. Klaus continua a vederci un eccessivo trasferimento della sovranità nazionale alle istituzioni di Bruxelles nel Trattato già respinto in Irlanda lo scorso giugno, più un alto numero di altri difetti minori. E proprio alle vicende irlandesi fa riferimento quando afferma di volere aspettare l’esito del ritorno di Dublino alle urne in autunno, prima di decidere. Sulla stessa linea del polacco Kaczynski, che pure lui ha scelto di rinviare la firma. Dunque Repubblica Ceca e Polonia dietro Irlanda e Germania nella lenta ratifica [...e d'altronde lo dice il trattato stesso: ogni nazione può prendersi tutto il tempo che vuole per firmare.] Al presidente tedesco Horst Köhler ad esempio tocca attendere una verifica costituzionale del testo prima di dare il via libera. Ma in questo caso non ci saranno problemi.

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L’oblast’ di Kaliningrad.

Gennaio 27, 2009

L’oblast’ di Kaliningrad del quale tanto si è parlato nei mesi scorsi scopro oggi essere una regione ben più corpulenta di quanto potessi immaginare: sostanzialmente in scala con la madrepatria dove ogni cosa è enorme, questo avamposto russo in territorio europeo, trattato da tutti come un fazzoletto di terra buono solo per essere riempito con missili, è grosso quanto metà Slovacchia. Ma procediamo con ordine.

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Su Klaus e bandierine.

Dicembre 18, 2008

Premessa importante: Václav Klaus non è la persona più adatta da interpellare se vogliamo sentirci dire qualcosa di buono sull’Europa. Tuttavia si troverà suo malgrado a dovere sostenere per sei mesi l’incombenza di essere a capo del Parlamento Europeo. Certo da grande amante del jazz quale si dichiara [celebri le umiliazioni che Havel gli infliggeva nei gloriosi anni novanta, tenendolo fuori dai concerti più cool di Praga e dintorni, anche con Bill Clinton e signora in giro per locali] il presidente della Repubblica Ceca avrebbe preferito trascorrere tutto questo tempo a sentire sassofoni trillare piuttosto che fare su e giù con Bruxelles, per altro alla sua età. Ma nella vita tocca sorbirsi pure incombenze di questo tipo se scegliamo di fare il Presidente di qualcosa. E presumibilmente sarà artefice di molte sparate fuori luogo, nei mesi a venire Klaus, trovandosi spesso ad essere aggressivo e acido con persone con le quali sarebbe meglio restare prudenti e forse persino un filo viscidi. Ma d’altronde il problema è a monte, ossia il Presidente della Unione Europea non dovrebbe essere mai un vecchio euroscettico rompicoglioni, iroso e brontolone e che non guarda in faccia nessuno prima di attaccare con le cazzate tipiche che l’hanno reso famoso negli ultimi due decenni: toccherebbe piuttosto rivedere i metodi di selezione all’ingresso, invece che storcere la bocca quando i giochi sono ormai fatti.

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Varie domenicali a tema.

Novembre 9, 2008

Il Vano Tecnico di Slipperypond -versione 2.0 della Sibilla Cumana- mi bacchetta da qualche giorno perché non avrei concesso dignità di post al mio breve commento sulla faccenda dello scudo missilistico USA in Repubblica Ceca, e gli enormi radar polacchi vicini: provo a rimediare cavalcando l’onda della parole di Gorbačëv ieri su Obama, riportate velocemente dai quotidiani italiani ma molto dibattute sulla stampa estera.

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Non per Natale, Dmitrij.

Novembre 6, 2008

Nel suo intervento di ieri al Parlamento Federale anche Dmitrij Anatol’evič Medvedev ha contribuito al nuovo corso mondiale inaugurato con l’elezione di Obama, dichiarando che verranno al più presto installati nell’enclave russa di Kaliningrad un po’ di missili Iskander in risposta al presupposto dispiegamento dello scudo antimissile statunitense in Polonia e Repubblica Ceca. Questo è ciò che in zona chiamiamo tendere la mano. Ma non solo: verrà pure effettuata una ‘operazione di disturbo radio degli impianti del sistema americano’ e saranno mantenuti in ‘stato di massima operatività’ i tre reggimenti missilistici nella città di Koselsk, Russia centrale: sia mai.

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