Archivio per il 'Magyar Köztársaság'Categoria

Sendvič.

Novembre 5, 2009

«Mi resta la fierezza di avere servito in un esercito tedesco che non partecipò a missioni di guerra, e di avere difeso la linea di confine tra i blocchi dando un contributo alla pace, impedendo che la guerra fredda divenisse guerra atomica. E mi resta la soddisfazione di avere fatto la scelta giusta non soltanto quel giorno ma scegliendo quello stato. Oggi tutti criminalizzano la Ddr tuttavia una dittatura del proletariato non è fascismo: non avemmo né l’Olocausto, né genocidi né stermini, né camere a gas. Inoltre mi resta l’esperienza di una vita senza il dominio del capitale, assieme alla sensazione di una disfatta, almeno provvisoria, del tentativo di costruire un mondo nuovo.»

Komárno.

Settembre 5, 2009

Segmento.Paragone probabilmente campato in aria poiché a relazionare le due cose c’è solo la vicinanza temporale, ma trattasi di avvenimenti entrambi curiosi ed a loro modo significativi. Arriva oggi [ieri] a Londra il treno commemorativo partito da Praga della impresa di Nicholas Winton, inglese che salvò quasi settecento ebrei cecoslovacchi dallo sterminio. I media locali hanno dato molto risalto alla intera vicenda mostrando belle fotografie di questo signore oggi centenario, e boeme ottantenni alle quali…

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La parte del merlo.

Luglio 7, 2009

Nel corso degli ultimi 200 anni il merlo ha lasciato le foreste per diventare un uccello di città. Dapprima in Gran Bretagna, già alla fine del diciottesimo secolo, e qualche decina di anni più tardi a Parigi e nella Ruhr. Durante il diciannovesimo secolo ha conquistato una dopo l’altra tutte le città d’Europa. Intorno al novecento si è installato a Vienna e Praga, avanzando quindi verso Est e raggiungendo Budapest, Belgrado, Istanbul.

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Vent’anni e un giorno.

Maggio 3, 2009
Una gabbia. La conferenza stampa fu convocata a sorpresa in tutta fretta, quel bel mattino primaverile del 2 maggio ‘89. “I giornalisti ungheresi e stranieri sono invitati a Hegyeshalom, al confine con l’Austria, per un incontro col vicecomandante della Guardia di frontiera, colonnello Novaki”. L’ufficiale spese poche parole e il segnale della svolta investì tutto il mondo. “Oggi cominciamo a smantellare i reticolati e i sistemi d’allarme tra Est e Ovest del continente.” Cominciò così, sotto gli occhi di noi occidentali scettici e increduli, la fine della Cortina di ferro. Tarquini su Repubblica.

 

Infilati due dita in bocca.*

Aprile 19, 2009
Il Grande Dittatore. Prague. Some 200 people expressed disagreement with racism, antisemitism and neonazism in the Goodwill March that passed through the former Jewish Town and continued with a meeting in a Prague garden at which a report on antisemitism in the country last year was read. (Da České noviny.) Budapest. Far-right demonstrators marched to the German embassy in Budapest on Saturday, a day ahead of the March of the Living, denying the Holocaust and to raise their voice against the Zionist world rule. The around 200 skinheads, their sympathizers and uniformed members of the paramilitary Hungarian Guard held posters reading Down with the Holocaust doctrine, The third empire strikes back, some were wearing T-shirts, saying Dare to be white. (Fonte Visegradgroup News.)
*In ceco: Strc prst shrz krk.

C’è questo tipo strano.

Aprile 15, 2009

Il logo di R.U.R. Smantellando il loculo di un vecchio fotografo vicino di stanza a lavoro trovo un numero di questa rivista che parla di Europa. Gennaio ‘96. Retrospettiva sulle Azzorre della quale ci importa poco, e Praga con le solite storie sulla magia e l’oro. Unico elemento degno di nota la scoperta che tempo fa per qualche notte… 

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Identità e biciclette.

Aprile 7, 2009

Ritratto d'un austero Klaus.Ho riletto il pubblico speech di Obama nella Hradcanske namesti e in tutta sincerità non c’ho trovato niente di particolarmente ceco o più specificamente praghese, come invece sostiene Klaus in una intervista trasmessa oggi sulla Český Rozhlas (ma d’altronde una mia comprensione immediata dell’eventuale elemento praghese nelle parole di Obama sottintenderebbe il fatto che io abbia imparato davvero a comprendere lo spirito della città, cosa che invece ancora purtroppo mi sfugge vista la complessità della faccenda, e la palla la lascio assai volentieri al Presidente.)

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Le celebri varie.

Marzo 7, 2009

Il Cappellaio Matto. In effetti volevo aprire una sezione varie che facesse da contenitore per quei post poco attinenti agli argomenti che di solito tratto, ma visto che tutto ciò che scrivo o dico può essere collegato alle faccende centro-esteuropee in qualche modo, tutta l’operazione avrebbe ben poco senso. Ecco perché le relative fughe che mi concederò le infilerò qui di seguito tutte assieme, nel breve spazio di un post. Poi basta. Primo esempio.

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La mia guida alla (fu) Mitteleuropa.

Febbraio 25, 2009

Nella Storia del Presente di Ash si legge di una guida alla Mitteleuropa edita da una piccola casa editrice fiorentina che -nessuno sa come- era poi capitata tra le mani dell’autore in quel di Oxford. Grazie ad elaborati colpi di culo in contesti non propriamente fortunatissimi penso di essermi imbattuto pure io nel libretto. Edito nel novantuno da Passigli, la suddetta Guida alla Mitteleuropa contestualizza non molto i grandi cambiamenti appena giunti nelle zone, anzi più o meno si limita a dipingere un generico quadretto, tuttavia non privo di spunti.

L’incipit.

Se in Svizzera, Austria e Germania il turista può attendersi uno standard uguale o superiore a quello degli alberghi italiani, in Cecoslovacchia la situazione è molto meno confortante.’ Il perché si sottende che tutti lo immaginino. Ma ancora: ‘gran parte degli alberghi migliori sono del tutto privi di fascino: grandi costruzioni dotate in genere di un comfort discreto, però impersonali e spesso francamente brutte.’ E c’è poco da stupirsi poiché di fatto mi spiegano che erano i tempi nei quali il cadavere del real-socialismo ancora risultava calduccio al tatto del visitatore occidentale e si stentava a vedere in esso il bello, l’aggraziato o comunque quel singolare grottesco che spesso trasfigura al giorno d’oggi in fascinoso e intrigante. Di fatto ad inizio anni novanta pretendere ventate ostalgiche sarebbe stato un filo prematura e un edificio enorme e squadrato era solo un edificio enorme e squadrato, magari costruito nel centro di una periferia anonima e grigia. Nulla di più. Tuttavia il libretto fornisce notevoli indizi a Garton Ash così come a tutti quelli che siano in grado di reperirlo (missione non facile) in particolar modo per le brevi descrizioni dei singoli alberghi riscontrabili lungo la via che da Trieste conduce a Bratislava: chissà quanti sono scomparsi e quanti ancora restano in piedi.

Le scoperte.

Oh, per quanto mi riguarda innanzi tutto scopro che la maggior parte dei principali hotel di Praga aveva al proprio interno (cito) ‘ristorante e night-club’: delle due imprese adesso una è stata abbandonata quasi ovunque e non è il ristorante. Inoltre qui e lì fanno cadere il mio monocolo certi scivoloni poco politically correct del curatore: non capita di rado infatti di imbattersi in commenti tipo ‘ancora a tratti si può notare l’antico splendore, sebbene un energica ripulita ai pavimenti lo renderebbe certo più degno del suo passato.’ Dalle mie parti -e sono parti ipocrite, lo riconosco- certe cose si pensano ma giammai si dicono. Ancora sparse inoltre tracce di quella adorabile pacchianeria ora scomparsa che emergeva rapportandosi all’argomento: ‘oltre al caffè, dalla purissima facciata liberty, vi è un ristorante all’interno che è una copia esatta di quello del Titanic.’ In barba a qualsiasi forma di scaramanzia, per Dio.

Uno struzzo.

La storia dell’U Tri Pstrosu -I tre struzzi, hotel centrale e assai frequentato- è curiosa e merita d’essere riportata: nel 1606 la fece decorare Jan Fuchs, fornitore ufficiale di piume di struzzo per la Boemia. A fine anni ottanta diviene luogo famossimo per la Bomba Malakoff, dessert -riporto- ‘veramente esplosivo.’ Non stento a crederlo.

Good old fashioned lover boy.

Gennaio 25, 2009

Il tribunale di Budapest ha condannato oggi a venti mesi con la condizionale l’uomo che il ventitré ottobre duemilasei, durante i disordini antigovernativi nella capitale, si impossesso’ di un carro armato T-34 sovietico esposto come documento storico per il 50/mo anniversario della rivolta del cinquantasei. L’uomo si era messo alla guida del tank con l’ intento di attaccare la polizia impegnata a sedare i disordini. L’imputato -ex carrista di sessantasette anni- si e’ presentato in tribunale nell’uniforme della Guardia Ungherese, banda paramilitare di destra, ed ha negato di avere commesso un reato. Era accusato di avere arrecato pericolo pubblico con veicolo su strada e danneggiato un documento storico esposto. Caduta l’accusa di resistenza armata a pubblico ufficiale. Sia la procura che il condannato hanno presentato ricorso contro la sentenza di primo grado.
[fonte: ANSA.]