Archivio per il 'Appunti per Mazowsze'Categoria

Suchdolská sit-com. Due.

Dicembre 3, 2009
-Sai quale era il panino preferito di Elvis Presley?

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Suchdolská sit-com. Uno.

Novembre 23, 2009

«Le basse finestre dai vetri sottili ricordano come non ci fosse criminalità ai bei tempi andati, o quantomeno ne sottolineano l’illusione. Il vecchio proprietario di casa fu chimico e biologo e ti domandi in quale misura abbiano potuto le evidenti limitazioni cui era sottoposto limitarne le ricerche…»

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Where the wild things are.

Novembre 3, 2009

Librerie invase da testi sul Muro con la Trabant in copertina, la maggior parte dei quali incentrati su storie inerenti il tempo della costruzione o vicende private più o meno dolorose: nelle celebrazioni l’emozionale vince sul resto, e va benissimo. Però per coloro che fossero interessati a buttare un occhio su come se la passano ora i singoli paesi dell’ex blocco -e come molte delle percezioni dei rispettivi cittadini siano mutate dal 1989 ad oggi- l’Istituto Pew pubblica un interessante paginone di dati e tabelle [la scarsa visibiltà dell'operazione deriva dall'assenza di immagine di Trabant, certamente. Principianti.]

Il requiem di Krastev.

Ottobre 27, 2009

Ivan Krastev* nel suo «Addio alla Europa centrale» scrive che l’interpretazione del significato storico dell’89 è oggi molto più ambigua rispetto al passato. Infatti se la «vittoria dell’Ovest» nella guerra fredda aveva rappresentato l’indubbio trionfo del liberalismo, come sosteneva Robert Cooper e gran parte della élite politica europea giusto dieci anni fa, beh, attualmente lo stesso liberalismo è in crisi ovunque e soprattutto nell’Europa centrale. Inoltre abbiamo avuto la crisi tra Russia e Georgia e il ritorno della geopolitica**, senza contare le infinite peripezie di ratifica al trattato di Lisbona e dunque della unità europea.

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Birdhouse in your soul.

Ottobre 12, 2009

Altro pene di balena.«La fine del comunismo ha comportato la scomparsa repentina di valori, di abitudini e pratiche sociali che avevano segnato la vita di intere generazioni, non solo quelle dei regimi comunisti in senso stretto ma anche del passato precomunista, che sotto questi regimi erano state in buona parte tutelate. Dobbiamo riconoscere quanto siano stati profondi e gravi gli shock e le disgrazie in termini umani verificatesi in conseguenza di questo brusco e inaspettato terremoto sociale.»

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Appunti per Mazowsze. Herr Fuchs.

Giugno 5, 2009
«A questo punto nasce spontanea una osservazione: qui sono stati davvero sfortunati, o le loro disgrazie sono dipese più che altro da irrealismo, incapacità di essere fino in fondo razionali? Una domanda difficile e un attimo pericolosa.»
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Le murs de la séparation su Slipperypond.

Maggio 27, 2009
«Berlusconi sembra molto amato a Tirana. Ci sono bar e ristoranti con il suo nome. Qualcuno vorrebbe perfino fondare un club Forza Albania. Che cosa gli vorrebbe chiedere? -E vero che il vostro presidente del Consiglio e’ circondato di ammirazione: alla mia gente piace la sua storia da favola, le televisioni piene di divi e lustrini, le ricchezze che ha saputo costruirsi e la carriera politica folgorante.» Besnik Mustafaj sul Corriere. Venticinque settembre del novantaquattro. Le murs de la séparation su Slipperypond oggi.
Ci risentiamo lunedì.

Mister Ruby Tuesday e l’ottantanove. Due.

Aprile 17, 2009
Cappellaio matto. 8. Lipsia, fine ottobre duemilaotto. -Oh, chiaro- fa il signor V. – Il crollo è stata una esperienza  unica. Specie il periodo subito successivo, ovverosia quando tutti iniziammo a raccogliere i cocci delle nostre esistenze stravolte e fui costretto ad abbandonare lo show-biz per cercare qualcosa di serio da fare  e tirare su due spiccioli. Ecco perché a metà gennaio finii in quel centro di istruzione e formazione per disoccupati appena fuori città…
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Mister Ruby Tuesday e l’ottantanove.

Marzo 26, 2009
7. Lipsia, fine ottobre duemilaotto. -A proposito. Li conosci i Plastic People of the Universe?- chiede Nĕmeček. La macchina sotto i nostri culi barcolla. Con la testa faccio segno di no. Non li conosco. Fuori dal finestrino scorrono le silhouette tutte uguali delle piccole città al confine tra Germania e Repubblica Ceca. Una dopo l’altra e Š. che ridacchia seduta sul sedile posteriore, tutta presa a sfogliare la sua rivista di arredamento scritta in quella lingua assurda con la quale si ostinano a parlare qui. -Beh, dovresti approfondire la tua cultura musicale- scopro. -I Plastic People of the Universe erano molto famosi negli anni della ribellione, e continuano ad esserlo anche adesso, più o meno. I membri della band -grandi fan di Zappa- sono stati incarcerati parecchie volte e mi è stato riferito che i poliziotti a Praga per lungo tempo usavano manganellare i manifestanti fino a “fare loro uscire Frank Zappa dal culo.” [testuale. Ndr.] – Oh, borbotto. -Persino Václav Havel ha firmato una petizione per il loro rilascio, sai?- Annuisco. Tipico. -E i Beatman -prosegue Nĕmeček abbassando la radio. -Li conosci?- Ancora dico no. -Beh, da qualche parte dovrei avere loro un disco e…pensa hanno suonato a fine anni ‘60 pure a Monaco arrivando a tanto così dal firmare un contratto con la Decca Records, la famosa etichetta del posto e… lanciavano messaggi molto coraggiosi per i tempi e…fu grazie alla spinta dei Beatman che persino Paul Anka arrivò a Praga [mi pare fosse la fine del sessantasei, o forse era estate.] Insomma i tempi delle feste in stile occidentale dei Primitives all’F-Club…e la Fish Fest con i tizi che si tiravano le secchiate di acqua mentre fuori marciavano i carri armati russi…oppure la Bird Fest con i musicisti tutti coperti di piume che starnazzavano sul palco e…ah, gli Olympic di Zelva? Prodotti e distribuiti dalla Supraphon, quella che ai tempi era l’etichetta discografica statale e…sì, quello sì che era un periodo interessante. Non credi?” straparla Nĕmeček mentre usciamo dall’autostrada. Mi permetto di fargli notare che anche il periodo che stiamo vivendo adesso lo è. Più o meno. Per questo ne scriviamo. Mica per altro.

Appunti per Mazowsze. Frantisek.

Marzo 20, 2009
Neu.5. Monaco. Ottobre 2008. -Venerabile Zar Frantisek Nĕmeček III, qui è il tuo amico Florian Vömel che ti parla, e sottolinea, sia mai davvero possa servire a qualcosa, quanto nelle tue stupide cronache tu abbia comunque sempre ragione. Domanda numero uno: ma come diavolo fai? Poiché è vero, in fin dei conti: un giorno sarà proprio fico essere tedeschi. Anche se per il momento devo accontentarmi di essere quel che sono e punto e basta. Vale a dire nulla di eccezionale…
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Appunti per Mazowsze. Vysočany.

Febbraio 17, 2009
4. Praga, Dejvická. Inizio ottobre 2008. «Alle ventidue e venticinque del ventidue otto sessantotto il compagno Kabrna barcolla e si alza. Sembra stanco e ragionevolmente lo è. Il compagno Kabrna ha la faccia quadrata, occhietti luminosi e qualche ciuffo di capelli biondi sparso sulla testa. Non c’è traccia di microfoni attorno a lui quindi è costretto a mettere le mani a conca davanti alla bocca per farsi sentire. La sala centrale della fabbrica di Vysočany è grande ma non enorme e dopo avere urlato un pò si volta verso il compagno Tomas per dire…»
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Appunti per Mazowsze: galline portauovo.

Gennaio 2, 2009
3. Praga, Dejvická. Fine settembre duemilaotto. La casa che fu della nonna di Frantisek Nĕmeček si trova a ridosso delle abitazioni universitarie per gli studenti del polo scientifico dell’università di Praga. Una fila di basse strutture in cemento a guardare verso un campo da calcio con l’erba troppo alta e le porte senza rete. Nell’aria l’odore di una qualsiasi casa da nonna: naftalina e dentifricio più qualcos’altro di misterioso che stento a riconoscere. Sugli scaffali piccoli aggeggi antropomorfi in vetro e ferro si fissano negli occhi di cristallo mentre qualche macchina punta il muso verso fiori secchi poggiati per orizzontale e impolverati sui piani lucidissimi: filtra l’odore -l’assurdo ricordo- di qualcosa di bruttissimo che forse ancora non si è verificato. Resto in attesa.
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Mazowsze. Anna Stöiber sui movimenti.

Dicembre 22, 2008
2. Praga, Vinohradská. Fine settembre 2008. «Ottobre  di quell’anno fu un mese di fuoco. Mai così tanti tizi a provarci. Polonia e Ungheria ma anche URSS, dove stavano realizzandosi importanti riforme, a quanto parrebbe neanche prese in considerazione qui. Per questo dovemmo intensificare il lavoro. Helmut ebbe un incontro da qualche parte con Gensher e Németh, qualcosa circa l’apertura al confine austriaco. E d’altronde è noto che dalla fine di agosto l’Ungheria guarda più verso occidente che verso Varsavia, giusto?»
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Appunti per Mazowsze. Günther Schabowski.

Dicembre 17, 2008
1. Praga, Karmelitska. Fine settembre 2008. «Nella sala ci sono sette poltrone rosse disposte in fila dietro un lungo tavolo di legno chiaro. I microfoni però stanno solo in corrispondenza della poltrona centrale, che ancora è vuota. Dietro al tavolo un sipario verde oscilla sotto il getto di aria condizionata: nulla ferma la tecnologia è l’insegnamento di oggi, compagni. Günther Schabowski tra poco dovrebbe iniziare a parlare. E c’è molta attesa in giro, anche se la conferenza-stampa è stata fissata velocemente nel pomeriggio. Già qualche collaboratore sistema i fogli sul tavolo come ci fosse davvero qualcosa di sensato da dire: succede sempre così, sussurra quello seduto in fondo alla sala.»
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