Archivio per maggio, 2012

Ai ai smai sesler eni els so co uil piso ai [due.]

27 maggio 2012

Giovedì 31 maggio.
Ore 21.30 alla Citè.

Allora un sostanziale cinquanta percento del tema della edizione duemiladodici del Maggio Musicale Fiorentino è la Mitteleuropa* e io devo fare un brevissimo punto della situazione e capire cos’è Mitteleuropa e cosa intendiamo per Mitteleuropa perché il concetto è quantomai sfuggente così dico che la Mitteleuropa possiamo farla coincidere con l’area di Europa che al momento viene chiamata Europa centrale** e l’Europa centrale a sua volta possiamo farla coincidere con l’attuale Germania e l’Austria e la Repubblica Ceca e la Slovacchia e la Polonia e l’Ungheria ma l’argomento -forse non adattissimo per un giovedì alle ventidue- è complesso e mica voglio presentarmi alla Cité con una cartina geografica tuttavia qualche beninformato mi farà notare «ma Repubblica Ceca e Slovacchia e Polonia e Ungheria non sono Europa dell’Est?» quindi abbiamo identificato il nocciolo o quantomeno il problema e mi pare un ottimo punto di partenza per analizzare l’Europa Danubiana.***

* L’altro è il Sud America.
** «Nel proprio senso di fondo il termine Europa centrale dovrebbe avere una propria evidente utilità se serve a ricordare ai lettori dei giornali che Berlino Est, Praga e Budapest non sono nella stessa regione di Vladivostok e la Siberia non inizia al Check Point Charlie.» [ Timothy G. Ash.]
*** L’assenza di questi giorni deriva dalla fisiologica necessità di ripresa a seguito del major-day. Ci torneremo.

We and the major.

23 maggio 2012
Venerdì 25 maggio 2012. Ore 19.00.
Caffè letterario delle Murate.
Piazza delle Murate. Firenze.

Alcuni scrittori fiorentini incontrano Matteo Renzi e discutono di
politiche culturali e della Firenze letteraria che vorrebbero.

Con:
Matteo Renzi [sindaco di Firenze e Assessore alla Cultura.]
Alessandro Raveggi [scrittore e rappresentante dei promotori.]

Modera:
Riccardo Ventrella. Direttore del Teatro della Pergola e Firenze Estate.

Tra i promotori:
Vittorio Biagini. Raoul Bruni. eFFe. Ilaria Giannini. Emiliano Gucci. Paolo Maccari. Francesca Matteoni. Gabriele Merlini. Sergio Nelli. Jacopo Ninni. Daniele Pasquini. Alessandro Raveggi. Francesco Recami. Matteo Salimben. Vanni Santoni. Marco Simonelli.

Pagina FB con i dettagli della faccenda: qui.

La parte del sofà.

20 maggio 2012

Prepararsi al Renzi*. Ma ci torneremo.

Su «East Journal.»

15 maggio 2012

«Che non godesse di simpatie radicatissime dalle parti del Nordreno-Westfalia era immaginabile, tuttavia succede alcune volte di pronosticare una sconfitta che nei fatti si rivela doppiamente pesante. Solita storia: i numeri. La Cdu di Merkel e soci scende dal trentaquattro percento a circa il ventisei mentre le previsioni la davano al trenta. A farne le spese il capolista Röttgen, ministro federale dell’ambiente e sodale da tempo del cancelliere. Per altro la zona è di quelle delicate quindi da tenere in grande considerazione. Land più popoloso della Repubblica Federale nonché motore industriale nazionale (altissimo il contributo che la Ruhr dà al paese in termini di prodotto interno lordo), mica puoi bypassare la voce di posti come Colonia, Dortmund e Düsseldorf e relative acciaierie. Un messaggio indiscutibilmente chiaro: esce vincitrice la Spd tramite la consacrazione della popolare governatrice Hannelore Kraft e si confermano i verdi. Bene i liberali -e questa è una notizia- mentre scende la Linke salutando il Landtag, che sarebbe il parlamento dello stato. Aula nella quale viceversa entrano i Piraten i quali continuano la loro marcia su buona parte della Germania. Procedendo a colpi di percentuali, i socialdemocratici guadagnano quattro punti -non una infinità- però dieci ne perde la principale controparte di centrodestra. A completare l’opera il suddetto calo della sinistra-sinistra che permette una maggioranza assoluta alla Spd e relativa libertà di azione.» [Continua qui.]

Su «East Journal.»

11 maggio 2012

«Soffia sull’intera Europa un piacevole vento di conta e statistiche. Proiezioni nate con il fine esplicito di essere smentite o generare qualche speranza nei cuori dei sognatori più intransigenti. Operazioni con le quali la connaturata instabilità politica ceca va a nozze. Cioè: quando hai la quasi certezza che un esecutivo o coalizione al massimo dura un paio di anni, almeno divertiti con i numeri del successivo. Da un punto di vista meramente cronologico gli ultimi dati forniti dalla agenzia STEM* sono i seguenti: l’attuale e principale partito di opposizione ČSSD [i socialdemocratici] assieme al KSČM [i comunisti] raggiungerebbero agili quota 138 seggi alla Camera dei Deputati ossia la maggioranza nel contesto di ipotetiche elezioni politiche [ipotetiche fino un certo punto poiché in Repubblica Ceca si voterà sul serio tra non molto tempo.] Altri che finirebbero in parlamento sarebbero l’ODS -corrispettivo di centrodestra del ČSSD- e il Top09 di Karel Schwarzenberg appartenente allo stesso schieramento. Scarseggerebbero viceversa le possibilità di rentrée per i cristiano-democratici del KDU-ČSL, il cui bacino elettorale non parrebbe garantire un superamento della fatidica soglia del cinque percento. Idem il movimento di Radek John Věci Veřejné che -progettato con intenti di rottura e portavoce di istanze di trasparenza- ha impiegato pochi mesi ad impelagarsi in scandali e scivoloni che affosserebbero carrozzoni ben più rodati» [continua qui.]

* Středisko empirických výzkumů cioè «centro studi empirici». Società con sede in un bel palazzone praghese. Analisi ri-pubblicata da České Noviny.

Lo zoo Šklovskij e Praga reloaded.

4 maggio 2012

Nasce Café Golem. Qui e qui pezzettini passati per il Válečky.

Su «East Journal.»

2 maggio 2012

«Pavoneggiarsi in giro può risultare utile e soddisfacente. Specie se usi trattare argomenti sui quali la quasi totalità degli interlocutori sorvola. Però talvolta è abitudine che espone a rischi: domande insidiose sono costantemente dietro l’angolo. Allora tocca essere abile nello svicolarsi. Visto che abbiamo spesso bicchieri in mano, funziona il trucco di doverlo riempire al bancone. Questo di Julius Fučík poi è stato un fulmine del tutto inaspettato. Lo conosci? chiede il tizio cui ho appena raccontato la storiella della praticità con la quale si mastica di letteratura boema. L’unica è azzardare, confidando in nessun approfondimento. Fortuna esiste l’omonimia. Non il musicista. Lo scrittore. Restringo il campo d’azione. Bene. Annuisco e sussurro: certamente lo conosco. Quindi: che brutta fine ha fatto. La conversazione viene liquidata con un poveraccio cui fa seguito l’inevitabile raccoglimento. Prevedibile come di sera mi scaraventi a controllare chi sia Julius Fučík. Pure da una indagine distratta si capisce in quale modo la sua esistenza sia una summa di buona fetta della esperienza centro-europea nella prima metà del XX secolo e qualche approfondimento appaia doveroso.» [Continua qui.]

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