
Breve salto indietro: era il trenta gennaio duemilaotto quando Demetrio Volcic ebbe a sostenere come la Cecoslovacchia fu uno stato «inventato» [l'amara constatazione si trova all'interno di una trasmissione radiofonica nella quale vennero citati anche Tomáš e Jan Masaryk, oggetti della trattazione di Leoncini dalla quale mi arriva la segnalazione*]. Una creazione artificiosa spuntata a seguito della caduta dei quattro imperi -ottomano, austroungarico, russo e germanico- che quelle terre ebbero a comprendere. Naturalmente «sarebbe utile approfondire la teoria degli stati naturali e degli stati artificiali e conoscere quali siano gli stati artificiali» [ancora Leoncini] ma la storia si farebbe lunga. Comunque: se non esiste la [fu] Cecoslovacchia, di che diavolo stiamo parlando? Un altro salto all’indietro.
* Alexander Dubček e Jan Palach,
a cura di F. Leoncini. Rubbettino 2009.
[Inizio 2011 sul Válečky.] «Nella limpida scena politica ceca la strategia dell’astro nascente TOP09 è ora molto chiara, dopo mesi nei quali tutti si interrogavano su cosa realmente ci stessero a fare lì quei tizi: nei fatti si direbbero che stiano lì per rintuzzare con sempre maggiore convinzione l’immagine dei lindi e pinti e se poi tocca sputacchiare un po’ sugli altri amen [ammettiamo sia pratica saldamente diffusa ovunque]. Anzi meglio. Qualcuno li accusava di nascondere già in tasca un accordo di Große Koalition con il ČSSD per un governo post-elezione? Non solo negano ma ribattono come il ČSSD -assieme alla ODS e Věci veřejné, l’altra giovane stellina del firmamento locale- siano tutti una manica di biechi affaristi interessati unicamente alle poltrone quindi casomai in quelle segreterie bisogna cercare inghippi di questo tipo. O meglio l’accordo di Große Koalition l’avrebbe stipulato proprio il ČSSD con la ODS e il Věci veřejné a rimorchio. Dunque lindi e pinti e fuori dai giochi quelli di TOP09.
Il movimento è alternativa al cartellino dei padrini con l’unico obbiettivo di spremere soldi ai cechi, ha detto oggi il padre nobile del movimento Karel Schwarzenberg [České noviny]. E se non andremo da nessuna parte senza accordi con nessuno, ri-amen.»
TOP09 è poi finito al governo nonostante l’appello lanciato da Petr Nečas di lasciar perdere l’idea di votare i piccoli partiti di destra* e dirottarsi tutti sulla ODS. Curioso [ma al tempo stesso scontato] come lo spauracchio del frazionamento turbi continuamente le notti di una buona fetta di politici cechi. Mentre per altri resta una manna. Anno dopo anno dopo anno. Perché poi arriva sempre il momento nel quale dà più soddisfazione fare da solo.

