David Byrne ha inserito A long time ago [3:27] nell’album David Byrne del 1994, a detta di numerosi esperti non il suo miglior lavoro da solista, che invece dovrebbe essere Rei Momo dell’89, se non consideriamo -com’è ovvio che facciano tutte le persone ragionevoli- «lavori da solista» quelli firmati in coppia con Brian Eno tipo My life in the bush of ghost e l’altro pubblicato poco fa che non ricordo come si chiama ma appena lo scopro aggiungo il dato in nota.*

E insomma in questo pezzo a un tratto si può ascoltare la frase [il verso?]: …untill the perfect moment comes, a fine di una vaga melodia etnica di quelle che andavano assai nel periodo. In sostanza il momento perfetto che arriva. Lou Reed invece cantava nel ‘72 di un intero Perfect Day in Transformer -album prodotto anche da David Bowie- sebbene aggrapparsi a ciò sarebbe a. leggibile come una maldestra virata al commerciale [non che L. Reed sia poi così commerciale ma insomma tutti conoscono Perfect Day, foss'altro per il fatto delle pubblicità**] e b. un intero giorno perfetto davvero risulterebbe eccessivo per i parametri che abbiamo scelto di rispettare. Ché sarebbe meglio restare sul momento perfetto e basta: circoscrivere a uno spazio di tempo ristretto l’oggetto della nostra ricerca così saremo tutti più speranzosi di riuscire a trovarlo.
Dunque andiamo avanti.
** Al contrario di A long time ago, che
invece non conosce nessuno.

Il Momentary lapse of reason dei Pink Floyd piuttosto potrebbe riguardarci sì, sebbene fino ad un certo punto poiché esso presupporrebbe un lungo periodo -prima e dopo il flash- di intorbidimento, il topos del confortably numb del quale certo mai ha sofferto il tale al quale il momento perfetto è stato disvelato nella situazione che nei prossimi descriveremo con dovizia di particolari [anzi forse ciò che ha bloccato a lungo quel tale sul marciapiede è stata proprio l'erronea tuttavia fermissima consapevolezza di avere tutto sotto controllo, lo scibile umano per intero ad un tratto comprensibile dal suo ferratissimo cervello allenato a vitamine e hits classiche: altro che confortably numb e navi che fumano all'orizzonte.] Si parla qui piuttosto di un momento perfetto di quelli tipici da schizo-renico, coloro che alternano con una ammirevole maestria picchi mostruosi di gioia ad abissi spaventosi di depressione, però sempre con gli occhi ben aperti sulle cose. O almeno così pensano. Il momento perfetto nel quale ammetti a te stesso di essere felice perché è chiaro che tutto stia andando come vuoi tu. Dunque essere felice risulta essere l’unica cosa sensata da fare. E tu continua ad aspettare finché non sarà arrivato il momento perfetto, figliolo. No? Untill the perfect moment comes. Brevissimo. Ma rigoroso. Non potrai sbagliarti.

Prossimamente su Google Maps l’indicazione del luogo esatto nel quale si è verificato l’ultimo momento perfetto della storia dell’Europa Centrale.




