Chi più. Chi meno.

Giugno 17, 2009

Il Financial Times riporta che -al contrario di tante presidenze europee passeggere nella memoria degli analisti- quella ceca resterà per un bel pezzo ben presente, anche dopo la propria naturale conclusione il trenta giugno prossimo. In post passati abbiamo avuto la premura di riportare alcuni avvenimenti tra i più significativi del semestre: l’euroscetticismo di Klaus, il tira e molla con il Trattato di Lisbona già approvato dal governo, le bandierine europee non esposte al Pražský hrad all’arrivo dei delegati, le dichiarazioni di Topolanek su Israele e USA nonché la crisi a Praga con l’esecutivo che crolla. L’elezione del tecnico Fischer e le manifestazioni per lo scudo. L’installazione Entropa di David Cerny a Bruxelles e le polemiche suscitate da quelle stilizzazioni tanto ricercate, così come diverse altre minori cazzatine.

Bandierina ceca. Il precedente (l’unico) paese ex comunista ad essere stato alla guida di un semestre EU era stata la Slovenia, cavandosela piuttosto bene. Ma -dice il pezzo- ciò avveniva prima della crisi finanziaria e la recessione che ha colpito le economie mondiali. Al contrario i cechi sono stati messi nei guai da mille diversi fattori e la maggior parte di essi non sono neanche riconducibili a colpe specificatamente praghesi: Israele che attacca Gaza e la controversa vicenda delle forniture di gas tra Mosca e Kiev. Inoltre il semestre che li ha preceduti -quello a guida francese- era stato ricco di successi e ciò avrebbe messo in difficoltà molti governi anche più scafati; successi in parte dettati dall’onda lunga di consenso della quale ancora poteva fruire il neo-eletto Sarkozy. Però ci sono stati anche elementi positivi causati da meriti esclusivamente cechi e sarebbe doveroso sottolinearli adesso che siamo agli sgoccioli: bene ha fatto Praga infatti a difendere l’integrità del mercato unico europeo con simili venti protezionisti, così come -scrive sempre il Financial Times- si è mossa saggiamente nella faccenda del gasdotto alternativo Nabucco. Il motivo di questa alternanza di risultati positivi e negativi è spiegata in conclusione dell’articolo: la presidenza ceca ha potuto contare su eccellenti funzionari ma catastrofici politici. Come dire: le persone sono serie e affidabili da quelle parti; è che votano certi tizi davvero improponibili. Sia di consolazione ai cechi sapere che capita così in molte zone del mondo.

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