Nella marea di sparate in circolo sull’argomento, l’analista ceca Jana Reschova dice una cosa sensata durante l’intervista alla CTK: Praga ha sicuramente fallito l’occasione d’oro che le era stata concessa con la presidenza europea [gli scivoloni locali sono stati riportati su questo spazio più volte nel corso dei sei mesi, dunque non ritorneremo oggi sugli argomenti se non di sfuggita] lasciando così filtrare all’estero un’immagine pessima del paese attraverso comportamenti che -se in patria magari non risultano apprezzati da una buona fetta della popolazione- almeno da tutti vengono compresi, foss’altro per assuefazione. Al contrario da fuori sarebbero visti proprio come assurdi, controversi e pericolosi. E tra questi il peggiore sarebbe stato senza dubbio il machismo di Klaus, capace di…
Archivio per Giugno, 2009
Nie: the macho man.
Giugno 27, 2009Wessis: resilience.
Giugno 24, 2009Su internet ancora si racconta di questo tizio, Ihab Al-Sherif, un diplomatico egiziano rapito pochi giorni fa da alcuni terroristi mentre andava a comprare i giornali. Un altro sito parla invece dell’Islanda. Natura e cultura. Nella mainpage c’è scritto che lassù sarebbe «vietato dare ai figli nomi diversi da quelli della tradizione vichinga» e magari la famosa Thule di Pitea era non lontano, in qualche fiordo norvegese gelido e blu.
Londra, luglio duemilacinque.
Excursus wessis.
L’unica cosa sicura è che oggi dobbiamo stare davvero attenti. Anzi probabilmente sarebbe costruttivo fare addirittura qualche ricerca: casualità, fatalità, combinazione. Incastro di situazioni. Need Google. Oggi mi sento fortunato. Certo avremo modo di sentire numerosissime interpretazioni al riguardo nei prossimi mesi e anni.
Da poco è giorno e lo confermano pure quei geni di Scotland Yard ed i Servizi Segreti: a colpire la città sarebbero state sette esplosioni coordinate tra loro. Incerto ma sicuramente grave il bilancio di questo attentato. Settanta vittime, per quanto il governo ne conti venti. Gli scoppi sono avvenuti nelle stazioni di Aldgate e Liverpool Street. Edgware Road e King’s Cross. Old Street e il distretto finanziario. Nei pressi del museo -a Russel Square- ancora due treni si trovano bloccati sottoterra. La radio dice che i superstiti sono stati evacuati ma ancora numerosi vagoni restano fermi lì sotto. Il primo bang è stato udito a Liverpool Street, il secondo bang a Edgware Road. Un giornalista si esprime con tatto sui riflessi delle bombe per i mercati finanziari. Non sono neppure le undici e già la sterlina è ai minimi degli ultimi mesi. Io mangio i miei Kellog’s davanti alla tivvù.

Canale 2 mostra i militari schierati in parata a Covent Garden. Clarke dice che tutto è sotto controllo: uno d’istinto si fida di Clarke. D’altronde tre bus sono appena saltati in aria. Il primo a Russel Square, poi Woburn Place e Tavistock. Tutto è sotto controllo. Ancora la maggior parte dei cittadini faceva colazione quando si pensava che la colpa potesse essere di un blackout. Un guasto a qualche centralina circondata da reti da polli nella prima campagna verso Brighton and Hove. Quindi uno scontro tra treni o l’esplosione di uno scambiatore. Già i feriti superano le trecento unità. Per il momento nessuna traccia di rivendi-cazioni o simili. T. Blair deve decidere a breve se rientrare da Gleneagles dove si trova per discutere coi colleghi su cose già decise da anni. «Condanniamo del tutto questi atti barbarici» viene sottolineato dal G8 scozzese. Blair, Bush, Berlusconi e gli altri porgono sentite condoglianze alle famiglie delle vittime.
Per esempio si vocifera che gli investigatori abbiano identificato quattro uomini, tre dei quali giunti dal West Yorkshire: il West Yorkshire che è un posto adorabile. Un altro sarebbe stato arrestato a Leeds in quanto avrebbe avuto la premura di tenere i contatti con almeno uno di quei signori saltati in aria con gli zaini esplosivi arrivati dal West Yorkshire. Gli attentati sarebbero stati pianificati da cellule islamiche con base sul mio pianerottolo di Inverness Terrace angolo Porchester Gardens. Probabile che siano individui affiliati ad Al Qaeida. Probabile.
Circa venti sacche da tennis, cento valigie e una carrozzina sono state fatte brillare dagli artificieri nelle varie stazioni della metropolitana: non si trattava naturalmente di bombe. Sono le undici di un assolato giovedì mattina -è il sette luglio- e la BBC riferisce che un sito web conosciuto per essere stato utilizzato da quelli di Al Qaida rivendicherebbe la strage. Questa sarebbe la risposta al coinvolgimento nazionale alla guerra imperialista USA in Iraq e Afghanistan. Incredibile: la lettera minaccerebbe anche Danimarca e Italia. Italia?
Passano quattro anni.
Scény z prezidenteské kuchyne. Uno.
Giugno 23, 2009«Alcuni problemi rilevati dalla commissione europea incaricata di valutare l’idoneità della Rep. Ceca ai parametri dell’EU nel 1997 riguardavano il funzionamento del potere giudiziario e lentezza dei processi. Oltre alcuni p. nell’ambito della libertà di stampa e discriminazione della popolazione Rom.»*
* Comparativismo: turbolenze su tutta la penisola.
Wir fanden uns ganz schön bedeutend.
Giugno 21, 2009Lentamente inizia ad arrivare una specifica saggistica sulle ultime generazioni di tedeschi orientali -alcuni dei quali mi hanno testato come cuoco, subito scartandomi- attraverso titoli come le Mappe della Memoria ma non solo. Di narrativa invece ce n’è sempre stata un po’. Ho provato con Schulze ma stentavamo. Al contrario con Zonenkinder di Jana Hensel va, anche questo (come le Mappe della Memoria) edito da Mimesis per la collana Quadrifoglio Tedesco.
Chi più. Chi meno.
Giugno 17, 2009Il Financial Times riporta che -al contrario di tante presidenze europee passeggere nella memoria degli analisti- quella ceca resterà per un bel pezzo ben presente, anche dopo la propria naturale conclusione il trenta giugno prossimo. In post passati abbiamo avuto la premura di riportare alcuni avvenimenti tra i più significativi del semestre: l’euroscetticismo di Klaus, il tira e molla con il Trattato di Lisbona già approvato dal governo, le bandierine europee non esposte al Pražský hrad all’arrivo dei delegati, le dichiarazioni di Topolanek su Israele e USA nonché la crisi a Praga con l’esecutivo che crolla. L’elezione del tecnico Fischer e le manifestazioni per lo scudo. L’installazione Entropa di David Cerny a Bruxelles e le polemiche suscitate da quelle stilizzazioni tanto ricercate, così come diverse altre minori cazzatine.
Culturismo.
Giugno 11, 2009L’interrogativo fondamentale -scrive Nicola Verola su Europa Legittima*- di tutto il dibattito sulla democratizzazione della Unione Europea riguarda in definitiva la questione inerente la cittadinanza. È possibile infatti che una entità come l’Europa susciti sentimenti di appartenenza e lealtà civica? È concepibile che l’Unione Europea, sulla base di questi sentimenti, giunga a reclamare una adesione non solamente passiva ai propri valori fondanti e un’obbedienza non legalistica alle proprie decisioni? [...] Perché la democrazia possa funzionare è necessario che poggi su una identità collettiva -si scrive- e l’identità collettiva di un popolo trova espressione nello stato nazionale. Al di fuori di uno stato nazionale non è concepibile una identità collettiva ergo la democrazia all’interno di una entità sovranazionale non è possibile. Ok. Il ragionamento -dice Verola- ha una propria innegabile coerenza interiore. Tuttavia occorre discuterne le premesse. Innanzitutto guardare da vicino l’equazione demos uguale nazione. Cosa che dovrebbe essere sempre più legata al passato, anche se ogni volta difficilmente inquadrabile.
Tony Judt vs. John Lewis Gaddis.
Giugno 6, 2009
Il capitolo ventunesimo del libro dello storico Tony Judt L’età dell’oblio. Sulle rimozioni del novecento è una lunga recensione decisamente sfavorevole* alla storia della Guerra Fredda scritta da John L. Gaddis. Cito dalla note di apertura: questa recensione è stata pubblicata nel marzo 2006 sulla New York Review of Books. John L. Gaddis si è comprensibilmente offeso per la mia mancanza d’entusiasmo verso la sua versione più recente e più commercialmente redditizia dei decenni della Guerra Fredda, ma ciò non cambia il fatto che il suo libro contribuisca in maniera significativa a diffondere negli Stati Uniti malintesi e ignoranza sulla vera natura della Guerra Fredda, sul suo esito problematico e perdurante nel nostro paese e all’estero.
* Testuale.
Appunti per Mazowsze. Herr Fuchs.
Giugno 5, 2009«A questo punto nasce spontanea una osservazione: qui sono stati davvero sfortunati, o le loro disgrazie sono dipese più che altro da irrealismo, incapacità di essere fino in fondo razionali? Una domanda difficile e un attimo pericolosa.»
Leggi il seguito di questo post »
Lui è sicuramente maggiorenne.
Giugno 1, 2009«Almeno una foto ritrae l’ex primo ministro ceco Mirek Topolanek nudo in giardino durante la vacanza trascorsa in Sardegna a casa del presidente nel maggio duemilaotto. Certo c’erano anche i suoi bambini …ma non si può mai sapere che cosa esce sui giornali.»
Niccolo Ghedini.

Curiosi parallelismi tra Italia e Repubblica Ceca, al di là delle puttanate su Villa Certosa, le strane creature che ne popolano il parco o i servi milanesi. Difatti solo adesso, a due mesi circa di distanza, i mezzi d’informazione cechi starebbero iniziando a riportare alcune verità troppo a lungo osteggiate sulla caduta del governo Topolanek. E una -forse la principale- è la teoria secondo la quale l’ex Primo Ministro non sarebbe stato vittima dell’irresponsabilità dell’opposizione socialdemocratica ma anzi abbia pagato il naturale pegno per la situazione di totale stallo che si era venuta a creare nella vita politica ceca, soprattutto grazie al suo operato.*





