Premessa importante: Václav Klaus non è la persona più adatta da interpellare se vogliamo sentirci dire qualcosa di buono sull’Europa. Tuttavia si troverà suo malgrado a dovere sostenere per sei mesi l’incombenza di essere a capo del Parlamento Europeo. Certo da grande amante del jazz quale si dichiara [celebri le umiliazioni che Havel gli infliggeva nei gloriosi anni novanta, tenendolo fuori dai concerti più cool di Praga e dintorni, anche con Bill Clinton e signora in giro per locali] il presidente della Repubblica Ceca avrebbe preferito trascorrere tutto questo tempo a sentire sassofoni trillare piuttosto che fare su e giù con Bruxelles, per altro alla sua età. Ma nella vita tocca sorbirsi pure incombenze di questo tipo se scegliamo di fare il Presidente di qualcosa. E presumibilmente sarà artefice di molte sparate fuori luogo, nei mesi a venire Klaus, trovandosi spesso ad essere aggressivo e acido con persone con le quali sarebbe meglio restare prudenti e forse persino un filo viscidi. Ma d’altronde il problema è a monte, ossia il Presidente della Unione Europea non dovrebbe essere mai un vecchio euroscettico rompicoglioni, iroso e brontolone e che non guarda in faccia nessuno prima di attaccare con le cazzate tipiche che l’hanno reso famoso negli ultimi due decenni: toccherebbe piuttosto rivedere i metodi di selezione all’ingresso, invece che storcere la bocca quando i giochi sono ormai fatti.

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Eubusiness, per dirne una, riporta oggi una notizia che poco spazio ha avuto sui media italiani, ma che è piuttosto rimbalzata all’estero -anche la BBC le ha dato ottima visibilità- vale a dire il fatto che, durante una visita al Castello di Praga da parte di una delegazione del Parlamento Europeo, Václav Klaus non avrebbe voluto esporre bandierine europee fuori dalle finestre e giù dalle torri. La cosa ha fatto naturalmente molto arrabbiare l’attuale Presidente Sarkozy, che da Parigi ha definito un oltraggio [un outrage, N.d.A] la decisione. Inutile dire che il pantano generato da questa discussione delle bandierine ha poi avuto aspetti pure un filo comici poiché i membri della Commissione spediti a Praga e interpellati al riguardo hanno dichiarato che, dopo aver constatato l’assenza di bandierine, sono rimasti in silenzio perché serve rispetto per le decisioni di un capo di stato. Ma un altro capo di stato -Sarkozy- ha subito risposto che Klaus in primis avrebbe dovuto portare rispetto per dei delegati europei, dunque esporre le bandierine sarebbe stato un obbligo morale. Epperò Klaus ha controbattuto che un capo di stato dovrebbe avere rispetto per un altro capo di stato al quale è stato dimostrato rispetto da una rispettosa delegazione di parlamentari europei, in sostanza piuttosto lascivi quanto a bandierine. E via così.
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[Per inciso, oltre alle bandierine Klaus ha già avuto modo di dire la sua anche sulle decisioni europee riguardanti il clima, definendole “a silly luxury”, nonché partecipare ad una cena con Declan Ganley, quel tale che s'è strenuamente battuto in Irlanda per la bocciatura del Trattato di Lisbona.* Tuttavia il caso già parrebbe essere rientrato: un lancio di ieri infatti riporta che Klaus non si dice intenzionato a bandire del tutto le bandierine europee dalle finestre dalla Repubblica Ceca ma solo a "ridurre al minimo il simbolismo." Dove possibile. Ovvio.]





Luglio 2, 2009 a 6:11 pm
[...] essere un esempio per tutti i popoli: lui che dell’integrazione tra popoli ne ha fatto una bandierina [non esposta al Pražský [...]