Stampa che ricorda: è avvenuto davvero.

14 aprile 2014

Schermata
Perché poi capita che dimentichi. A Perugia si beve il giusto. Qui.


Il Válečky e Selezione Naturale a Perugia.

7 aprile 2014

Perugia.
Venerdì undici aprile c/o libreria Trottamundo [via della Stella tre, Perugia] alle venti. Presenti e attivi Francesco D’Isa, Francesco Quatraro e Gregorio Magini.


Il Válečky a Perugia.

27 marzo 2014

Finestrella.
Sarà c/o libreria Trottamundo in via della Stella tre. Preciso sabato undici aprile. Ci torneremo. Con Francesco D’Isa.


Il Válečky in ebook.

17 marzo 2014

Anobii.Da oggi il Válečky in ebook. Nel futuro versione 3D con autore a domicilio che canta il celebre brano ceco Pojď sem s tím sudem o Vieni qui con quel barile.


FiLet [e altro] su «Il primo amore.»

5 marzo 2014

Joe.
Sergio Nelli e Vanni Santoni sulla scena fiorentina. Su Firenze delle Letterature, le antologie, Torino una sega, Mostro, Slipperypond, Riot Van, il Collettivomensa, Scrittura Industriale Collettiva e altro. Il primo amore: qui.

Estratto.

«Quando cominciai a scrivere, nel 2004, mi unii alla rivista Mostro, che era nata intorno a esperienze di occupazione e autogestione come il Bandone e l’Elettropiù, e della quale facevano parte lo stesso Gregorio Magini e altri due membri di FiLett, Francesco D’Isa e Matteo Salimbeni; nel 2005 cominciai a scrivere anche sul Slipperypond, che era diretta da Gabriele Merlini e aveva fra i suoi membri gente che oggi, pure, figura in FiLett come Ammannati e Raveggi; successivamente, potremmo dire da una costola concettuale di Mostro, nacque, per opera di un trio di ragazzi lucani, un’altra rivista, Collettivomensa, sulle cui pagine hanno poi pubblicato anche gli stessi veterani; allo stesso modo eravamo in contatto tramite Marco Simonelli e Francesca Matteoni con il giro dei poeti toscani, tramite il progetto Scrittura Industriale Collettiva avevamo lavorato con intellettuali che già operavano in zona come eFFe o Dimitri Chimenti, grazie ai nostri libri avevamo conosciuto critici come Raoul Bruni e Diego Bertelli, le battaglie etiche nell’editoria ci avevano messo in contatto con Carolina Cutolo, Federico Di Vita, Christian Raimo [...]»


Brum brummi. Pam pammi.

4 marzo 2014

Brum brum.
Sedersi sul lato sbagliato.


Il Válečky quinto a «Pordenonelegge 2013.»

18 febbraio 2014

Le parole e le cose.
Il Válečky si piazza quinto nella sezione narrativa tra le classifiche 2013 di Pordenonelegge. Risultati completi sulla rivista Le parole e le cose, dalla quale è stata tratta l’immagine con silhouette del buon soldato Švejk. Presenti pure le graduatorie di poesia, saggi e altre scritture.


Il Válečky su «Il primo amore.»

16 febbraio 2014

Il primo amore.
«Merlini allestisce una scrittura piena di sovrapposizioni, di citazioni, di straniamenti, capace di sprigionare una verve umoristica insolita nelle nostre lettere. E lo fa gestendo al meglio una torsione parodistica che non sopraffà l’elemento lirico e toccante.» Sergio Nelli qui.


A room with an interview: Válečky.

11 febbraio 2014

Addie.
«Ci sono individui -e sono quelli che preferisco- nati con l’esigenza di scovare un collegamento tra la propria storia personale e quella del mondo. Mondo che è per definizione troppo vasto per non venire irrimediabilmente ricondotto entro i confini di uno spazio -o territorio- che poi è lo spazio del cuore. Poiché i muri sono franati dall’interno e coglione può sembrare chi si senta alieno in patria tanto quanto dentro un autobus notturno lanciato attraverso le arterie di un vuoto esistenziale. La verità è che siamo tutti figli di quei Demoni di Dostoevskij, che lo vogliamo o no. Anche quando convinti di avere un destino che ci leghi necessariamente gli uni agli altri per mezzo di un filo cristiano di salvezza nella disperazione, siamo isole disperse in una terra di nessuno. In grado di chiamare le cose con il proprio nome solo dopo che le abbiamo archiviate, per il senso che potevano avere.» Due chiacchiere con Sara Mazzini sul Válečky, Torino una Sega, lo stato dell’editoria e un orso. Qui.


Pillole contro l’istinto omicida: 2007.

4 febbraio 2014
Welcome.
Štefánikova, Staré Mesto.

Bratislava, Slovacchia.
27.09.2007  h. 13.17.

«Caro Autore Mascherato. Qui è la tua amica Fraňa Anuprabha Occhi di Luccio che scrive. Allora: cosa diavolo succede a Firenze? Dio se sento la mancanza tua e di I.
Sono rientrata oggi a Bratislava da Monaco. Rimanendo ai fatti ho soggiornato un po’ da Mummy. Per niente abbronzata ma in compenso totalmente esaurita, l’autostrada tedesca si è premurata di accogliermi con una pioggerella cominciata tipo dieci km. prima del casello perciò indissolubilmente collegata con questa ridente città ai piedi delle Alpi che ha deciso di ospitarmi ancora tra birrerie e sciarpe di calciatori ricchissimi [a proposito: ricordi il fenomeno del vento fön, o come diavolo si scrive? Te l'ho spiegato un giorno al mare da tua sorella. Aria fredda e calda si incontrano sempre dove sono io. Effetto concomitante: mal di testa da gente sensibile.]
Comunque rispetto al passato adesso mi abituo con maggiore velocità alla Germania e il suo clima ridicolo. Anche se quando torno a casa la sera sono sempre stressata ma questo accade per i miei genitori e non per il vento fön. Cioè loro mi vogliono bene e non li cambierei con niente al mondo. Eppure si tratta senza dubbio di due casi difficili. A-conformisti radicali. No? Gente tipo Jerry Garcia e Carolyn Mountain Girl Adams. Di quelli che vanno pazzi per la pioggia nei giorni di parata e mangiano leggero a causa dei gas-serra [sai. Forse questo capita a tutti coloro che scelgono di invecchiare in Baviera e non alle Seychelles. Non saprei.]
Per dire. Se confrontiamo tua madre con la mia, la tua arriva al quaranta percento di mädness mentre la mia senza dubbio supera il settanta, aiutata o no dall’aria fresca delle valli che qui si dice Tallen [ad esempio secondo Mummy bisogna sfogarsi subito di ogni energia negativa per non creare Aggressionsstau in potenza letali. Sfortunatamente questo esercizio lo puoi fare soltanto urlando di notte, cantando dentro una grotta o sbattendo il piede forte al suolo in certe bettole scelte con cura dal medico curante.]
Di recente l’hobby preferito di Mummy è analizzarmi per darmi pillole omeopatiche -le mie pillole contro l’istinto omicida™- e la cosa non risulta essere troppo piacevole anche se devo ammettere come abbiamo persino trascorso bei momenti assieme, tipo quando nel bosco passeggiavamo con il rischio di essere sbranate oppure le serate in cucina a studiare lettere vecchie di sessant’anni lasciate a muffire in un cassetto: roba scritta da zio Karl alla tenera età di nove anni, prima che una bomba piovesse sopra la sua cameretta rendendola polvere.

1. Ah. Comincerò nel breve una tesina di specializzazione su Schiller e il celebre libro [attenzione: nuove parole in tedesco per te] Zur ästhetischen Erziehung des Menschen. Insopportabile volume nel quale l’autore propone di migliorare la morale umana educando il senso estetico della popolazione. C’entrano gli chic radicali come noi in questo discorso? Puoi lavorarci sopra qualche anno. Se vuoi.

2. Post scriptum. Per quanto mi riguarda tornerò a Firenze tra un mese circa. Adesso -se vuoi- bacia per me I. e mit vielen lieben Grüßen. Deine Fraňa und [da qualche parte in giardino] Pepícek che è venuto a trovarmi per schiaffarmi nel cuoricino un minimo di quella sana atmosfera da cimitero tipica di casa nostra. Un’aria che tu adori e vuoi mettere con il vento fön. Besos. Fraňa.»

Carnasciali.
Pepícek.

«Vorrei con questa mia opera [ma forse è già ovvio data la cover nero-pece] distruggere Fraňa nell’intimo o quantomeno sputtanare tutte le sue scelte affettive successive a me. Dite ciò che volete eppure continuo a pensare quanto rinunciare al sottoscritto sia sempre un azzardo, comunque la si voglia vedere. Sebbene il motivo che mi spingerà al ricovero in una di queste costosissime cliniche private con vista sul Baltico è che io non potrò mai nuocerle sul serio, poiché mi sono accorto di potere disporre unicamente di un veleno [la scrittura] dal quale la strega è del tutto immune [in effetti Fraňa potrebbe tranquillamente passare tutta la vita a sfogliare Vogue piuttosto che leggere qualcosa di mio: è un po' come quando percepivo l'inutilità di spiegarle cosa tra noi non andava -ad esempio la mancanza di ascolto reciproco- e non giungevamo mai a niente perché lei non stava mai a sentirmi al tavolino di quel bar, preferendo perdersi dietro le giacche degli altri clienti o qualche cagnolino particolarmente grazioso.]
Però il passato è passato e non pensiamoci più stasera, concentrandoci viceversa su cosa ho ricevuto stamani da lei dopo una settimana interminabile ripiena di scontri telefonici o gin-tonic troppo caldi. Si tratta di una non tanto breve lettera con sparsi nel testo alcuni spunti poetici tipici della produzione fraňiana. Parole libere ma assieme confuse che alternano sentimenti pacificatori a scatti d’ira nobilissimi, creando nel complesso una zuppa inconcludente che ho reputato sposarsi alla perfezione con ciò che ho scritto riguardo la sua carcassa fino a questo punto. Al centro del plot la cronistoria di un inaspettato ritorno e mi sia permessa un minimo di franchezza ora, giunti come siamo al termine del valzer.»


Su Toscanalibri.

22 gennaio 2014

Firenchester.
Il Válečky di ritorno da Roma. Ventiquattro gennaio ore ventuno c/o Caffè Letterario del Gallo di Scandicci. La segnalazione sta qui. Si ringrazia.


Bomba o non bomba.

17 gennaio 2014

Rummino.
Giovedì ventitré gennaio: il «Válečky o guida sentimentale alla Mitteleuropa» di Gabriele Merlini, Editrice Effequ 2013 alla libreria Eternauta HulaHoop in via L.F. De Magistris 91/93 Roma. Presenti, disponibili e lucidi, l’autore e l’editore Francesco Quatraro. Maestro di cerimonie: il subcomandante Gianluca Liguori. Link: sta qui.


Il Válečky a Roma: ventitré gennaio.

8 gennaio 2014
Con il subcomandante Liguori
e Giovanotto Q aka l’Editore.

Locandina uno.

Locandina due.


Tutto.

22 dicembre 2013

Grusone.
Su Postpopuli Giovanni Agnoloni scrive del Válečky. Poi Repubblica Firenze riporta la notizia dell’uscita di Riot Van su Torino una Sega e del Christmas Carol. Oggi alle sei e mezzo alla Cité. Siateci. Tutto.


Scarpe e new wave su Scrittori Precari.

20 dicembre 2013

New wave.
«Echo and the Bunnymen prendono cinque pallini per il loro Crocodiles del millenovecentoottanta. Idem Bauhaus per In that flat field. Gli Wire di Pink flag altrettanti pallini [aboliamo queste stelle irritanti negli standard di giudizio] mentre scivola verso la scomoda definizione di passo falso il Prince charming di Adam and the Ants. Premessa scontata: colui che stia perdendosi in queste poche righe lasci stare la presente recensione e viri su qualche stralcio di esordio narrativo rivoluzionario. Il 2.0 abbonda di tesori e non sarà complicato scovarlo. Poiché l’idea è proseguire il più possibile con un linguaggio criptico di nomi, date e suoni âgée. Senza recinzioni, pietà o scrupoli. New wave di Giunti -collana Atlanti Musicali. Anno duemilauno- vanta un magnetico Robert Smith in copertina e sarebbe offensivo spalancare le porte alla chiarezza. Agile manualetto sul movimento che non fu scuola espressiva ben definita [pagina cinque: l’onda anomala™] ma eterogeneo manipolo di individui i quali, avviata la risacca del punk, scelsero di dedicarsi alle più disparate ricerche sonore ed estetiche [domanda: come ordinare con la dovuta razionalità una materia così vasta, complessa e policroma?]» Continua su Scrittori precari.


Il Válečky su Intoscana: titoli sotto l’albero.

16 dicembre 2013

Lungarno.
«Válečky in slang ceco significa tortura amorosa, ma il viaggiatore che seguiamo dalla Germania alla Repubblica Ceca non è un’anima troppo sofferente, semmai un po’ frastornata. La sua storia con la ragazza boema di cui non sappiamo il nome è un valzer in cui ciascuno dei due gioca ad allontanarsi e a tornare vicino, ma non troppo, perché la realtà spogliata dall’immaginazione è qualcosa con cui la nostra generazione fatica a fare i conti. Nel mezzo c’è il fascino della Mitteleuropa, un luogo dell’anima che il nostro giovane flaneur cerca di conquistare per noi attraverso le parole.» Ilaria Giannini su Intoscana.


Cité: reprise.

11 dicembre 2013
Carol.
The Santoni and Merlini Christmas Carol

più Rapsodi: Bembo Mix.

Ore 19.00. Presentazione e letture dai libri-strenna Válečky o guida sentimentale alla Mitteleuropa e Personaggi Precari. Master of cerimonies Giulio Pedani.

Ore 21.00. live Bembo Mix. Volgar non nuoce. Uno spettacolo di e con Rapsodi Gruppo Fonografico. Uno spettacolo eccezionale, eccessivo, eccellente, eccebembo. Non per bembini, bembole o bemboccioni. Piuttosto pieno di canti, di balli, alligalli, madrigalli. Questo è Bembo Mix: arte allo stato duro. La più docile canzone italiana da Pappalardo a Tozzi di fronte ai più animaleschi autori della letteratura di tutti i tempi, da Leopardi a Lorca.


Christmas Carol c/o Cité.

4 dicembre 2013

Carol.
«The Santoni and Merlini Christmas Carol» il ventidue dicembre alla Cité. A breve l’evento. Presentazione congiunta del Válečky [Effequ 2013] e Personaggi Precari [Voland 2013.] Ci torneremo. L’originale del disegnino sta al Caffé Notte. Per i puntigliosi.


Il Válečky: intervista a Repubblica Firenze.

24 novembre 2013

Repubblica Firenze.
Foto un po’ tagliuzzata di soggetto pendente. Appena c’è modo: il link.


Il Válečky su Repubblica FI e Corriere FI.

21 novembre 2013

Corriere Fiorentino.

Repubblica Firenze.
Poi stasera presentazione alla IBS.


Il «Válečky» o estratto da. Su Scrittori Precari.

18 novembre 2013

Copertina.
«Se ricordo bene a Praga Lukáš, il compagno di Kat’ka, si occupa delle finanze di una società che provvede a sensibilizzare i media sulla cancellazione del debito in Africa e armare i bambini sotto i nove anni. Stando alla cronaca Kaťka e Lukáš non sono sposati e per questo il nascituro [ecco la news] potrebbe essere definito a tutti gli effetti un figlio di Satana. Feto che germoglierà nella perdizione, finirà per sputare contro i crocifissi e magari un giorno ucciderà sua madre e quel fesso del padre nel sonno.» Continua su Scrittori Precari. Poi alla IBS giovedì ventuno novembre.


Su «East Journal.»

17 novembre 2013

Ballare a ovest.
«Il capo di stato ceco Miloš Zeman fa slittare per motivi particolari e piuttosto circostanziati la designazione del futuro premier: temporaneamente bloccato in sedia a rotelle causa infortunio al ginocchio il presidente ha individuato nella prima settimana di dicembre il momento migliore per convocare Bohuslav Sobotka, leader del primo partito ČSSD. Riportano le agenzie quanto secondo Zeman [caduto in bagno: sei/otto settimane di limitazioni nei movimenti, rende noto con prontezza il ministro della salute Holcát] un proprio convinto mandato sarebbe la carta più forte da giocare per la stabilità del nuovo esecutivo e insensato forzare i tempi nonché imporre scadenze per completare i negoziati. Inoltre -scivolando nettamente su un piano formale quantomai delicato - suonerebbe inappropriata la cerimonia istituzionale da infortunato [dichiarazione che tra l’altro ha suscitato polemiche da parte dell’associazione nazionale dei disabili NRZP.]» Continua su East Journal.


Ventuno novembre.

8 novembre 2013

Copertina.
Cito. «Una ragazza boema senza nome e un bus notturno. Václav Havel, il Muro di Berlino e un formichiere. Inizia da una toilette praghese l’intimo e ironico viaggio culturale di uno scrittore che tra Repubblica Ceca, Germania e Slovacchia cerca di tessere l’opera di una vita. Qual è il tema, quale la chiave? Il cuore d’Europa o il proprio? Intrecciando sfuggenti figure femminili, strani animali, opere musicali e letterarie si compie il percorso sentimentale di un personaggio alla ricerca dell’anima della Mitteleuropa. Perché, come ha spiegato Kundera, la Mitteleuropa non è uno stato ma una cultura o un destino.» Il Válečky sarà presentato alla IBS di Firenze giovedì ventuno novembre. L’evento sta qui.


«TUS3» su Scrittori Precari.

5 novembre 2013

TUS3.
«Considerare il proprio lettore abituale -ammesso si possieda un lettore abituale: situazione non agevole dati i tempi- il solo confidente che ci rimanga, è quantomeno sintomo di sensibilità e intimo desiderio di interscambio. Non complesso. Non biasimabile. Non raro. Più difficile mantenere simile posizione nei confronti dell’uditorio standard di un reading collettivo. Troppo chiasso. Troppo alcool. Troppo traffico. Troppi individui interessati ad altro. Eppure, posto a conoscenza dell’esistenza di quella kermesse cittadina a tema letture terminali, subito apparve ovvio quanto tutti i problemi della mia vita sarebbero potuti scomparire davanti la specchiata onestà richiesta dalla performance. Da sempre infatti combatto una spietata battaglia con le letture e i termini. Curiosa genesi del limite, fino dalla prima consapevolezza di me riesco a leggere solo alla fine delle cose. Impegnarmi nei saggi, godere della prosa o fantasticare sui versi di una poesia unicamente a ridosso dei termini. Mi spiego meglio.» [Continua su Scrittori precari.]

 


Stasera.

31 ottobre 2013

Repubblica Firenze.
Dalle diciannove i personaggioni di Torino una sega per la Cité. Letture di sostegno.


All white.

25 ottobre 2013

Testata.Effequ.

A novembre.


Missing in action.

21 ottobre 2013

Torino una sega.
«A La Citè molti di noi si sono conosciuti, ritrovati, hanno scritto i primi libri.» Dunque reduci e missing in action di Torino una sega per La Cité. Su Repubblica oggi. Trentuno ottobre: letture acefale.


Dove sta «Bibliotici» e il raccontino sugli zombie.

15 ottobre 2013

Caffè Notte.

L’antologia «Bibliotici. Storie di libri e deviazioni» curata da eFFe sta [per esempio] qui. Ma anche su Facebook. Il mio brano si chiama Tutela e valutazione delle biblioteche universitarie: una storia di zombie. Questo l’incipit.

Ouverture.

«Di fatto suona prevedibile e per alcuni aspetti persino giustificabile: la totale, costante nonché [sembrerebbe] divertita trasfigurazione del reale in qualcosa di simile al circo operata dall’ateneo cittadino, che origina nei cervelli dei vertici giungendo diretta alle pance degli studenti. Lamentarsi ricorda la presa di posizione moralista di un padre ubriacone verso il figlio fanatico dell’aranciata. Ma è stato ugualmente gustoso esporre in rettorato, alla sede del dipartimento e dentro la facoltà, la nostra versione dell’accaduto. Sessantenni abituati a decadi di forzature affascinati da noi immobili davanti allo scranno. Al netto delle evidenze qualcuno ha pure azzardato approfondimenti di dettagli succosi. Come potesse accettare la spallata definitiva quel sistema di pensiero che li ha resi benestanti e tronfi. Non siamo lontani dallo sfiorarsi dietro una porta socchiusa intravedendo la zia nuda, pensai. Però questo è senza dubbio un altro discorso.»

Continua.

Ancora oggi.

13 ottobre 2013

Givone.
Dettagliatissimo articolo di Gaia Rau su Repubblica Firenze.


Oggi.

11 ottobre 2013

Repubblica Firenze.
Dettagliatissimo articolo di Fulvio Paloscia su Repubblica Firenze.


Domani.

10 ottobre 2013

Goth.
Giunta alla terza edizione il reading collettivo-orizzontale a voce alta «Torino una sega» si propone di rovesciare nuovamente sulla stanca Firenze una ennesima infornata di scrittori famosi da tutta l’Italia. Il resto del comunicato su Attiva Firenze.


TUS e Bibliotici su varie tipologia di media.

3 ottobre 2013

Repubblica.

Corriere.

Su Repubblica Firenze e Corriere Fiorentino. Su Facebook qui e qui.


Firenze delle Letterature a «Bibliopride.»

27 settembre 2013

Copertina.
Qui il programma completo degli interventi a Bibliopride, giornata nazionale delle biblioteche promossa dall’AIB. Qui la pagina FB dell’antologia che presenteremo. Curata da eFFe con Giacomo Buratti, Francesco D’Isa, Federico di Vita, Simone Ghelli, Gregorio Magini, Daniele Pasquini, Alessandro Raveggi, Vanni Santoni, Marco Simonelli e il sottoscritto. La copertina è del D’Isa. Ça va sans dire.


«L’ultimo comunista» su Scrittori Precari.

25 settembre 2013

Frings.

«Relazionandosi con temi per te decisamente sacri e ambientando una vicenda in luoghi nei quali hai avuto la premura di lasciarci il cuore [più qualche giuntura] è ovvio che si perda in lucidità. La sensazione ricorda lo svegliarsi di notte e scovare qualcuno nella stanza intento a rovistare dentro il tuo cassetto della biancheria. Però poi vince la razionalità e inquadri l’autore: lui è tedesco. Tu no. Lui ha vissuto sulla pelle gli anni ottanta. Tu no. Lui ha toccato con mano la divisione della Germania. Tu no. Lui ha visto il muro integro mentre tu semplicemente piccoli granelli per turisti sprovveduti o denti smantellati residuo di tempi trascorsi. Ovvio lui possa scriverne. Tu no?» [Continua su Scrittori Precari.]


Oggi. Poi ottobre.

22 settembre 2013

D'Isa.
Oggi sulla Domenica del Sole c’è il racconto del D’Isa. Estratto da «Bibliotici. Storie di libri e deviazioni», antologia in ebook curata da eFFe. Ne parleremo a Bibliopride: Firenze il cinque ottobre. Pure qui ci torneremo.


Ecco fatto.

15 settembre 2013

Copertina.
Da novembre in libreria. Ci torneremo.


Torino una sega tre: parte seconda.

14 settembre 2013

TUS.
Il teaser. A breve i manifesti. Undici ottobre duemilatredici. Caffè Notte. Via delle Caldaie 18 Firenze.


Nel breve.

11 settembre 2013

Foto.
Metà ottobre a Bibliopride.


Torino una sega tre: parte prima.

6 settembre 2013

TUS.
Questo il due. Il tre sta arrivando. A breve ulteriori.


«Cazzo: inventarsi qualcosa.» Studi al riguardo.

2 settembre 2013

In coppia.
«Questo partito [il Partito della Birra] non ha nulla a che vedere con la birra. E’ apparso sulla scena politica per scherzo e i suoi ideatori sono stati i primi a stupirsi del successo. Però l’aspetto pericoloso del fenomeno è che così si ridicolizza la politica e il suo campo di azione. Il Partito della Birra è un partito-antipartito tipico di questa tendenza. Per altro c’era anche un Partito del Whisky in Cecoslovacchia e un Partito della Iniziativa Erotica in Ungheria.»

Bronisław Geremek, La democrazia in Europa.
Pag. 29-9. Nero su bianco Laterza. 1992.

Chitty chitty deutsche bang.

30 agosto 2013

Autobahn.
Si chiede di innalzare a gran voce un coro di qualche natura che sia in grado di aiutare i tedeschi a ritrovare l’eurofiducia smarrita però la teoria di Caracciolo* sembrerebbe gettare sconfortanti aloni sull’ipotesi di buona riuscita della operazione: l’eurofiducia non c’è mai stata perché il reale sentimento di condivisione che dovrebbe costituirne la base mai è esistito e le acque fino ad oggi sono state chete solo a causa del fatto che [cito il Giannini] «come aveva capito Giulio Andreotti nel novantadue, la moneta unica sarà tedesca o non sarà». Nel recente passato abbiamo avuto un discreto culo. Da qui a un mese vediamo.**

* «Al di là dei vari criteri di Maastricht [...] la classificazione era e resta antropologico-culturale. Sicché ai greci, come anche agli spagnoli, ai portoghesi e agli italiani, non si può dare fiducia nel lungo periodo perché vocazionalmente tendenti a sforare o a mascherare i bilanci. Mentre i tedeschi o gli olandesi sono per nascita rigorosi, puntuali e precisi. E poco importa che i fatti dimostrino spesso il contrario. Questi pregiudizi restano. [...] Un giorno usciremo dalla crisi speriamo in condizioni non troppo disastrate; ciò che sembra destinato a sopravviverle è questo razzismo soft. Se l’Europa non si fa è perché nulla di condiviso e duraturo si può costruire tra chi si considera geneticamente diverso.»

Prossime venture: progetti.

27 agosto 2013

Nick Cave.
Settembre
: pezzetto/i su Scrittori Precari.*
Ottobre: racconto in ebook.**
Ottobre reprise: racconto per Torino una sega tre.***
Novembre: arriverebbe il Válečky.****

** Si legge il libro in questione su minuscolo laptop: apprezzare la costanza.
** Tentativo di mash-up tra studi universitari e zombie.
*** Più eventuali sviluppi piacevoli. Ci torneremo.
**** Idem. Ci torneremo.

Buttarla lì.

23 agosto 2013
Toter.
Raccontino. Ottobrino. Incipit.

«Partendo dalla banalissima faccenda in questione si sosterrà che una serie di sviluppi anche ben congegnati non basteranno per definire la narrazione riuscita o almeno degna di essere presa in considerazione e data alle stampe. D’altronde di tranche de vie ne abbiamo avuti migliaia dunque -escludendo di vantare messaggi epocali, e non penso sia questo il caso- meglio lasciare perdere. Tuttavia la tribù della quale ci occuperemo è composta realmente da tizi con luminose educazioni alle spalle nonché appuntate sui petti medagliette di frequentazioni ricercatissime. Viaggi funzionali all’accrescimento delle turbolente sensibilità date loro in dotazione da una natura beffarda e generosa [con la stasi non si è che pezzetti di verdura muffita] più pantaloni a sigaretta di svariate tonalità di grigio. Tradotto: un tesoro enorme. Eppure pensare a loro come un gruppetto omogeneo sarebbe uno sbaglio e in primis loro -ritrovandosi chiusi in simili comparti- non esiterebbero un istante a prenotare un low cost per raggiungervi nel minore tempo possibile. Ciò che vi distruggerà sarà un’assemblea davanti alla stanza in comune con altri quindici ex studenti di lettere, tutti fan dei Pixies. Voi sprovveduti precari della cultura [...]»


Su «East Journal.»

22 agosto 2013

Jan.
Il duemiladieci in Repubblica Ceca qui.
Presidenza dell’Unione. La cattiva stella dell’Europa orientale qui.
Praga invoca sanzioni contro la Bielorussia qui.
L’agenda del [nuovo] ambasciatore americano a Praga qui.
Focus elezioni: due. Partiti e candidati ai nastri di partenza qui.
Focus elezioni: tre. Le sfide di Praga qui.
Moneta unica e nucleare. Così Praga incontra Parigi qui.
Da Klaus a Mach. La parabola del cretinismo ceco qui.
Focus elezioni: cinque. Cosa cambia dopo il voto qui.
Focus elezioni: sei. Usque tandem Robert Fico? qui.
La monogamia [elettorale] che non dà frutto qui.
Nečas. Il nuovo Primo Ministro che si aggira per Praga qui.
I Sudeti e la Merkel. Quando la storia non passa qui.
Riesumare i democristiani. Sogni di gerontopolitica qui.
Il referendum fallito e la democrazia diretta qui.
Sulla Libia. Vicende di coppia qui.
Klaus all’Onu fa il cappellaio matto qui.
Riflessioni a vent’anni dalla riunificazione tedesca qui.
Elezioni di medio termine qui.
Il cimitero di Praga e altri libri senza l’Eco qui.
Repubblica Ceca tra cambiamenti e persistenza qui.
Il Gruppo di Visegrád compie vent’anni qui.
Me and Julius [and František] down by Obchodná qui.
Große Koalition in salsa praghese qui.
Quale Europa dopo l’euro. Quale euro per l’Europa qui.
Nato e sistema satellitare. Tutti i soldi che Praga non ha qui.
Se l’Europa parla all’Europa e si spiega i nazionalismi qui.
Tutti i malcontenti a un anno dalle elezioni qui.
Germania: qualche scricchiolio sul confine orientale qui.
La sleppa a Berlusconi. Il voto italiano visto da Berlino qui.
Il principe Schwarzenberg tra gli affaristi a stelle e strisce qui.
Nucleare: le decisioni della Merkel qui.
Muri e muretti in Europa. Quando si ripristinano le frontiere qui.
Tutti gli uomini del Bundespräsident qui.
Praga come Londra. No al fiscal compact qui.
Mentre in Germania si stampano nuovi marchi qui.
Václav Klaus. La nemesi di Havel [e del buon senso] qui.
Tra Masaryk e Havel con Praga tutt’attorno qui.
Lo zoo berlinese di Šklovskij qui.
Repubblica Ceca: il «rischio dell’isola» al centro d’Europa qui.
Joachim Gauck. Parabola di un Bundespräsident qui.
Slovacchia: bignamino elettorale in attesa di marzo qui.
Da Praga apprezzamenti per il nuovo Bundespräsident tedesco qui.
L’esodo di DJ Stalingrad nella nuova Russia estrema qui.
Sbarcano a Praga i pirati d’Europa qui.
Tra Mosca, Praga e Berlino la memoria riscoperta di Fučík qui.
Su i comunisti. Regge il centrosinistra. Galleggia il governo qui.
Visite tra vicini di casa. Nuovi governi per i quattro di Visegràd qui.
Il voto scaccia l’austerity. O forse no qui.
A domanda risponde. Sempre più contrari all’Europa? Qui.
Affinità e divergenze tra il compagno padano e noi [cattolici bavaresi] qui.
Distanze variabili nel ventennale del divorzio di velluto qui.
Slovacchia: Il paese celebra la propria resistenza qui.
Ai giovani piacciono l’estrema destra e i pirati qui.
Putin, Stati Uniti e Siria. La versione di Schwarzenberg qui.
Ripellino e Praga. Senza le istituzioni italiane qui.
Praga. Crolla il centrodestra. Trionfo per socialisti e comunisti qui.
L’ironia di Mrożek nella Polonia che rinasce qui.
Tra Austria e Germania problemi di vicinato atomico qui.
Il valzer politico di Nečas qui.
Arriva l’austerità e si allontana lo spettro del voto anticipato qui.
Vladimír Franz. Se un artista tornasse al castello qui.
Praga. Il duello dei candidati presidenti qui.
Praga. Ha vinto Zeman. Abbasso Zeman qui.
Le storie di Jan Neruda nella Praga che fu qui.
A Praga tra pesci tropicali e Havel. La ricerca dei valori cui aggrapparsi qui.
La Mitteleuropa fantastica e tragica delle botteghe di Schulz qui.

Oppure via tag qui.

Su «East Side Report.»

21 agosto 2013

Tazze biografiche.
Sudeti e spettri del passato qui.
Sessanta candeline per «Radio Free Europe» qui.
Petr Hájek. Complottismo alla ceca qui.


Su «Café Golem.»

20 agosto 2013

Maschera.
La Mitteleuropa fantastica e tragica di Bruno Schulz qui.
Distanze variabili nel ventennale del divorzio di velluto qui.
Tra Mosca, Praga e Berlino: la memoria riscoperta di Fučík qui.
Il cimitero di Praga qui.


Su «Europa Futura.»

18 agosto 2013

Locio.
Quale Europa dopo l’euro. Quale euro per l’Europa qui.
Il Gruppo di Visegrád compie vent’anni qui.


Su «Ecoinchiesta.»

18 agosto 2013

Pescetti.
Nucleare. Le decisioni della Merkel e i consigli interessati degli esperti del settore qui.


Su «Termometro politico.»

16 agosto 2013

Roma.
Distanze variabili nel ventennale del divorzio di velluto qui.
La Mitteleuropa fantastica e tragica delle botteghe di Schulz qui.
Praga. Giovani. Estrema destra e pirati qui.
Slovacchia: il paese celebra la propria resistenza qui.
Praga a domanda risponde. Sempre più contrari all’Europa? Qui.
Praga. Regge il centrosinistra. Galleggia il governo qui.
Germania. Il voto scaccia l’austerity. O forse no qui.
Sbarcano a Praga i pirati d’Europa qui.
Arriva l’austerità a Praga e si allontana il voto anticipato qui.


Dubbi: di stati naturali e artificiali.

10 agosto 2013

Slipperypond.
Breve salto indietro: era il trenta gennaio duemilaotto quando Demetrio Volcic ebbe a sostenere come la Cecoslovacchia fu uno stato «inventato» [l'amara constatazione si trova all'interno di una trasmissione radiofonica nella quale vennero citati anche Tomáš e Jan Masaryk, oggetti della trattazione di Leoncini dalla quale mi arriva la segnalazione*]. Creazione artificiosa spuntata a seguito della caduta dei quattro imperi -ottomano, austroungarico, russo e germanico- che quelle terre ebbero a comprendere. Naturalmente «sarebbe utile approfondire la teoria degli stati naturali e degli stati artificiali e conoscere quali siano gli stati artificiali» [ancora Leoncini] ma la storia si farebbe lunga. Comunque: se non esiste la [fu] Cecoslovacchia, di cosa diavolo ho scritto per due anni?

* Alexander Dubček e Jan Palach,
a cura di F. Leoncini. Rubbettino 2009.

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